Allergie record da ambrosia A Busto chi non la taglia, paga

BUSTO ARSIZIO (f. ing.) Multe salate per chi non sfalcia l’ambrosia dai propri terreni. Il sindaco Gigi Farioli ha firmato un’ordinanza finalizzata a contrastare il proliferare dei pollini della pianta, responsabili di un gran numero di allergie e problemi respiratori, specie a Busto e in Valle Olona.
E la diffusione dei pollini si può contenere solo in un modo: sfalciando le aree infestate prima che la pianta fiorisca. Ecco perché l’amministrazione ha disposto due interventi di sfalcio delle aree pubbliche (l’ambrosia

si trova soprattutto su terreni incolti, ai bordi delle strade e delle massicciate ferroviarie). Ma anche i proprietari e responsabili dei terreni infestati dalla pianta dovranno eseguire due sfalci nelle aree di loro pertinenza, uno alla fine di luglio e uno alla fine di agosto.
Ai primi di agosto la polizia locale comincerà i controlli per verificare se le disposizioni siano state rispettate: in caso contrario scatterebbe ai danni dei proprietari delle aree infestate una sanzione da 25 a 500 euro. Se dopo 10 giorni dalla notifica del verbale i responsabili dei terreni non avranno ancora provveduto a sfalciare l’ambrosia, sarà la stessa amministrazione a preoccuparsi dell’incombenza, addebitando però i costi. «Il Sud della Provincia è particolarmente infestato da questa pianta -spiega il dottor Pietro Zanon, primario di pneumologia all’ospedale di Busto- Le città più colpite rimangono Busto, Gallarate, Legnano. A Varese e dintorni il problema è meno avvertito, anche se dipende pure da come gira il vento. Quest’anno il tempo freddo ha rallentato lo sviluppo della pianta: il periodo più critico, dunque, arriverà dopo Ferragosto».
Anche se non esistono dati epidemiologici ufficiali, la città di Busto è senza dubbio una delle più colpite (se non la più colpita) nell’intera Lombardia. Oltretutto, i sintomi causati dai pollini di questa pianta infestante non sempre si esauriscono con la fine dell’estate, ma possono perdurare per diversi mesi. «A volte i problemi si prolungano lungo l’inverno -continua il dottor Zanon- Per qualcuno i sintomi si fanno sentire dall’estate fino a febbraio-marzo».  «Non possiamo estirpare definitivamente l’ambrosia, ma di sicuro possiamo limitarla – continua il primario – L’anno scorso siamo arrivati a registrare anche 800-900 pollini per metro cubo d’aria, quando già con 40-60 si cominciano ad avvertire dei sintomi». Ecco perché diventa fondamentale provvedere ai due sfalci obbligatori per evitare che anche quest’anno il pronto soccorso si affolli.

s.bartolini

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