Mercoledì 04 Novembre 2009

Piscosi trielina a Saronno
Nuovi controlli nelle scuole

SARONNO Ancora un’analisi al rubinetto alla scuola elementare Pizzigoni: ieri i tecnici della Saronno Servizi hanno effettuato un nuovo controllo sull’acqua della scuola elementare di via Parini. Ormai da qualche mese, infatti, l’acqua del quartiere di via Miola è sotto accusa per l’elevata concentrazione di trielina, tanto che a fine agosto il pozzo, che serve il quartiere, è stato chiuso. Tutto è iniziato con una denuncia dei genitori della scuola elementare che hanno portato alla luce il problema dell’elevata concentrazione di trielina che, se pur inferiore al livello di pericolosità, era comunque oltre la soglia d’allarme. Negli ultimi giorni si è tenuto un’incontro tra il commissario Giuliana Longhi, i vertici della Saronno Servizi, gestori dell’acquedotto e i rappresentanti del comitato dei genitori della Pizzigoni. Proprio nel corso della riunione è stato deciso un nuovo controllo nell’acqua della struttura scolastica. «Abbiamo avuto rassicurazione che – spiega Silvia Impavido rappresentante dei genitori – se il livello di trielina sarà ancora superiore i valori considerati nella norma, se pur al di sotto del livello di rischio, sarà distribuita acqua di bottiglia per i bisogni dei bimbi nel corso della giornata». Confermato lo stretto monitoraggio della situazione del plesso scolastico resta da risolvere il problema del pozzo chiuso ormai da tre mesi. L’amministrazione comunale ha incaricato un geologo di fare un censimento della situazione dei pozzi cittadini ma, in attesa che vengano resi noti i risultati, si studiano già le possibili soluzioni: «L’ideale – spiega Riccardo Rota presidente della Saronno Servizi – sarebbe approfondire il pozzo che attualmente pesca nella seconda falda, a circa 120 metri, fino a farlo arrivare in terza falda a 220 metri di profondità». Si tratta di un’operazione del costo di oltre 250 mila euro che dovrebbe essere svolta proprio in questo periodo dell’anno quando la richiesta d’acqua è minima. «Anche perché con la chiusura del pozzo ad agosto, proprio in seguito alla segnalazione dei genitori, qualche “sofferenza” nella rete c’è con l’acqua che in alcune occasioni fatica ad arrivare ai piani più alti».

f.tonghini

© riproduzione riservata