Mercoledì 05 Giugno 2013

Liceo Cairoli, in 348 pagine
tutto l’anno scolastico

Il liceo classico Cairoli

Un volume di 348 pagine per raccontare gli oltre 200 giorni di scuola, che si stanno per concludere, trascorsi all’interno del liceo classico Cairoli.

È, infatti, stato pubblicato il ventisettesimo annuario del liceo sempre con il titolo di “Quaderni del Cairoli”: a disposizione di studenti e cittadini interessati, circa un migliaio di copie.

L’annuario è ripartito in saggi, interventi di alunni ed ex alunni e alcuni progetti che l’istituto ha condotto durante questo anno scolastico. Una delle novità consiste in uno spazio maggiore dato agli studenti con particolare attenzione ad approfondimenti affrontati durante le assemblee studentesche o a eventi significativi come, ad esempio, la celebrazione dei dieci anni di attività del coro. Ma questa non è l’unico “ammodernamento” presente in questo annuario.

«Da quest’anno abbiamo ottenuto il codice Issn dalla Biblioteca centrale “Guglielmo Marconi” di Roma - spiega il dirigente scolastico, Salvatore Consolo -: fondamentale perchè permette il riferimento in modo preciso ai testi pubblicati con andamento seriale».

Sulla copertina compare il quadro di Eleuterio Pagliano, “Sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende”. «In questo anno scolastico - precisa Nerella Botta, professoressa del liceo e componente del comitato redazionale dell’annuario - gli studenti hanno iniziato il percorso di alternanza scuola lavoro che, dopo la loro partecipazione con ruolo di accoglienza e assistenza ai campionati europei di canottaggio del 2012, li ha visti in prima linea ai Musei Civici di Villa Mirabello per illustrare ai visitatori il quadro del Pagliano».

Insieme alla professoressa Botta hanno fatto parte del comitato redazionale anche i professori Enzo Laforgia e Paolo Pietrosanti.

«Il significato di questo annuario - conclude Enzo Laforgia - sta nel fatto che restituisce l’idea della scuola come centro culturale vero e proprio che nasce dalla collaborazione di professori, studenti ed ex studenti. Si tratta di una restituzione in termini culturali al territorio». V. Des.

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