Tesori nascosti nella nuova biblioteca
1Il rettore Alberto Coen Porisini e il direttore del Centro Internazionale Insubrico Fabio Minazzi tagliano il nastro tricolore 2 Minazzi, orgoglioso tra gli scaffali con i suoi libri (Foto by varese press)

Tesori nascosti nella nuova biblioteca

Inaugurato ieri il nuovo Centro Internazionale Insubrico dedicato a Carlo Cattaneo e Giulio Preti. Un archivio fatto di 10mila volumi e 15 archivi filosofici collezionati dal direttore Fabio Minazzi

Varcare la porta del Campus universitario di Bizzozero e ritrovarsi nella biblioteca della poetessa Antonia Pozzi, tra le carte inedite di Giulio Preti, nell’archivio segreto di Antonio Banfi, in mezzo ai volumi su cui studiarono logica Evandro Agazzi e Lella Monti.
È stato inaugurato ieri il Centro Internazionale Insubrico dedicato a Carlo Cattaneo e a Giulio Preti. Una biblioteca unica, di 10 mila volumi e 15 archivi filosofici, storici e letterari, donati da privati nell’arco di quattro anni. A collezionarli Fabio Minazzi, direttore del centro studi, che è entrato in punta dei piedi in ogni casa per ritirare i preziosi documenti.

Come quella volta che ha preso l’auto - «quella tutta sgangherata», come dice lui - e si è recato fino a Recco per prendere i carteggi con cui Agazzi dialogava con Popper. O quell’altra volta, quando la segretaria di Antonio Banfi gli ha consegnato il verbale del gruppo filosofico corretto da Remo Cantoni.
«Un archivio consente di entrare nella vita delle persone a cui quelle carte sono appartenute» ha ripetuto Minazzi. E il pensiero vola. Come se, tra gli scafali, sbucasse da un momento all’altro Bruno Widmar, fondatore del Protagora, periodico oggi pubblicato dall’Insubria.
«C’è l’idea che il filosofo lasci segni nell’anima, ma la cultura orale è fragile e necessita di una testimonianza scritta. L’archivio è il luogo della rinascita, dove rivive la ricerca – spiega Carlo Sini, emerito dell’università degli studi di Milano - L’archivio è anche un luogo creativo, perché vi si accostano pensatori diversi, nuovi collegamenti, immagini e situazioni».
Il centro studi può essere definito il cuore del pensiero del razionalismo critico lombardo, dal settecento a oggi, con un focus sulla «scuola di Milano». Sarà aperto al pubblico grazie ai volontari che vi si avvicendano.
Il percorso è iniziato idealmente nel 1985, quando Minazzi organizza una due giorni a Varese sul problema della ragione nella scuola di Antonio Banfi. Poi, nel marzo 2010, grazie all’associazione Amici del Centro Internazionale Insubrico, l’università acquisisce il carteggio inedito di Carlo Cattaneo. Ieri il pensiero filosofico lombardo del ventesimo secolo ha trovato casa, aprendo la strada a un altro sogno: «quella di avviare all’università dell’Insubria una facoltà di filosofia e storia» dice Minazzi.

Ma il costo è proibitivo. Si parla di oltre un milione di euro per assumere 15 professori di area umanistica. «Non è possibile alle condizioni attuali – ha ribadito il rettore Alberto Coen Porisini – Ma stiamo lavorando per attivare dal prossimo anno accademico un corso di laurea triennale in biotecnologie e un “più due” di interpretariato, con una forte vocazione all’internazionalizzazione. Servirebbe che lo stato desse meno finanziamenti a pioggia e premiasse gli atenei virtuosi come il nostro. Per ora possiamo solo completare gli indirizzi che già abbiamo».
Il centro studi è una realtà viva. Si è fatto promotore del progetto Giovani Pensatori che ha coinvolto lo scorso anno 30 docenti e 3 mila studenti. Ha avviato programmi di studio scientifici internazionali.
Per farlo crescere ancora bisogna fare un passo alla volta. «Noi lanciamo una campagna di raccolta fondi – conclude Minazzi – Si chiama “adotta un archivio” e servirà per favorire lo studio e la catalogazione di documenti importanti per meglio comprendere la nostra storia». Una storia che, per gli esteti, è una forma di arte.

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