Liuc Alumni: «Fare impresa e innovare è il futuro»

Liuc Alumni: «Fare impresa e innovare è il futuro»

Ieri una tavola rotonda in università con startupper e società che appoggiano le nuove attività

Gli ex alunni puntano sulle start-up: «Fare impresa e innovare è il futuro» sottolinea Marinella Latteri, presidente di Liuc Alumni, l’associazione degli ex studenti. «La nostra grande preoccupazione - aggiunge il rettore Federico Visconti - è dare consistenza alla parola start-up».

Dopo che la festa per i 25 anni dell’università Cattaneo (con la presentazione del volume “Start Up!” curato dal rettore Federico Visconti) e il Graduation Day, con le testimonianze degli “Alumni”, avevano già messo al centro quei giovani di cui, come sottolinea lo stesso rettore, «si parla tanto ma si mettono a terra poche iniziative», ieri una tavola rotonda dell’associazione degli ex alunni “Liuc Alumni” dedicata ai “nuovi orizzonti d’impresa” delle start-up.

Partendo dall’esperienza di chi, come Laura Jessica Licini, cofondatrice del brand di bigiotteria PLV, si è buttata nell’imprenditoria. «Lavoro, tuttora, in una multinazionale, ma nel 2012, per caso insieme a mia cugina, ho creato questo brand - spiega la startupper, laureata Liuc nel 2001 - dopo il primo bracciale fatto con un cordino, degli strass e un bullone, abbiamo avuto la fortuna di intercettare le prime fashion blogger, tra cui Chiara Ferragni agli inizi, e siamo cresciuti fino a sviluppare collaborazioni importanti con altri giovani brand».

Attorno alla tavola rotonda discutono startupper, ma anche società che si occupano di accompagnare le nuove attività imprenditoriali. Come Banca Sella, il cui responsabile dell’economia digitale Massimiliano Usuelli ammette: «L’ecosistema e i modelli di business stanno cambiando. Non possiamo voltarci dall’altra parte». O come Reseau Entreprendre, associazione no profit nata in Francia per accompagnare le neo-imprese fornendo competenze manageriali e aiuto operativo, oggi presente anche in Lombardia, dove «su 120 imprese vagliate ne ha accompagnate otto, che hanno creato 58 posti di lavoro». O ancora, come CrowdFundMe, una startup che si occupa di reperire capitali per le start-up che non riescono a finanziarsi attraverso i canali tradizionali. «Siamo in forte crescita e abbiamo già finanziato sette progetti di successo, raccogliendo 1,5 milioni di euro da oltre mille investitori» spiega il Ceo Tommaso Baldissera.

L’obiettivo di Liuc Alumni è di «mettere a sistema imprese, competenze e network», spiega la presidente Latteri, annunciando altre iniziative come borse di studio e mentoring degli studenti dell’ultimo anno. Nella speranza che questo «spirito di vicinanza alla propria università», come sottolinea il presidente della Liuc Michele Graglia, possa sempre più diffondersi anche alle nostre latitudini. E nella consapevolezza che oggi quella «dimensione di cooperazione e di generosità relazionale» che il rettore Visconti rintracciava quando analizzava i distretti industriali, «oggi è da recuperare per sommare reti di competenze». In aggiunta al fatto che oggi i recruiter, per chi esce dalla Liuc, «chiedono atteggiamenti, comportamenti, sensibilità, perché le competenze tecniche ci sono».

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