Martedì 17 Dicembre 2013

Salute, aziende in campo

“In cura” 12mila persone

L’incontro sul progetto salute. A destra Vittorio Gandini
(Foto by varesepress)

A meno di un anno di distanza dal lancio dell’iniziativa, il bilancio del progetto WHP-Aziende che promuovono la Salute partito su iniziativa di Univa, Asl di Varese e dai responsabili dei Dipartimenti Salute e Sicurezza di Cgil, Cisl e Uil, è più che positivo. Non solo nei numeri, ma anche per il coinvolgimento e le iniziative messe in campo: sono venti i soggetti che hanno aderito al progetto che ha l’obiettivo di promuovere comportamenti corretti per la salvaguardia della salute dei lavoratori, per oltre 12mila persone coinvolte.

Tredici aziende, due istituzioni (Prefettura e Provincia di Varese), due strutture sanitarie per un totale di sei presidi (Ospedale di Busto e di Gallarate), due strutture sanitarie e una socio assistenziale: «Il più importante elemento emerso in questo primo anno di avvio del progetto - ha commentato ieri Vittorio Gandini, direttore dell’Unione Industriali alla presentazione dei risultati nella sede dell’associazione - è l’interesse delle nostre imprese e la loro volontà di aderire. Il bilancio di un totale di 20 realtà aderenti rappresenta un numero non indifferente. Un dato che dà il senso di attenzione che il sistema produttivo ha per queste tematiche di welfare e di cura dei propri dipendenti».

Un’attenzione che in questi anni è andata crescendo con l’aggravarsi della crisi economica tutt’ora in atto, ha sottolineato Gandini «invece di chiudersi a riccio su se stesse e sui loro problemi le aziende cercano di reagire anche puntando su queste nuove forme di responsabilità sociale».

E proprio i casi concreti raccontati ieri dalle aziende confermano le parole del direttore di Univa: Whirlpool, Sabic e la Rete Giunca hanno mostrato i loro percorsi per rendere i loro dipendenti sempre più coinvolti e consapevoli sull’importanza di mantenersi in salute. «Le disfunzioni dismetaboliche - ha sottolineato ieri Stefano Taborelli, direttore sanitario dell’Asl di Varese - rappresentano il 30 percento delle patologie ma assorbono il 70-80 per cento delle risorse. Questo fa capire quanto è importante la prevenzione». Ecco perché, ha sottolineato Taborelli «Il concetto globale di benessere psico fisico e di tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro trova in questo progetto l’espressione migliore e rappresenta un ottimo risultato per la nostra Asl impegnata a rispondere ai bisogni socio sanitari ed assistenziali dei suoi cittadini collaborando e valorizzando tutte le risorse del territorio».

Silvia Bottelli

Varese

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