Giovedì 14 Agosto 2008

Calcio, fatti i gironi di Lega Pro
Pro Patria e Varese tornano all'antico

C’è voluto un po’, complice la missione olimpica dei vertici federali: ma nel pomeriggio di ieri finalmente la Lega Pro ha completato gli organici e varato i gironi di Prima e Seconda divisione. Ripescati Lecco nell’ex C1; Alghero, Val di Sangro, Pizzighettone e Barletta nell’ex C2. La sorpresa è il ritorno all’antica suddivisione geografica: nord-sud per la Prima, est-ovest per la Seconda. Nessun “paletto” per motivi di ordine pubblico: si sperimenta un calcio migliore, sperando che funzioni. I calendari saranno sfornati nei prossimi giorni.

Otto lombarde (Cremonese, Lecco, Legnano, Lumezzane, Monza, Pergocrema, Pro Patria e Pro Sesto), quattro venete (Padova, Portogruaro, Venezia e Verona), due emiliane (Reggiana e Spal), due romagnole (Cesena e Ravenna), una marchigiana (Samb) e una piemontese (Novara). È il ritorno all’antico per la C1, rinominata Prima Divisione, dopo annate di tagli in verticale o a macchie di leopardo dello Stivale. Rideranno i tifosi tigrotti, che avranno nuovamente maggiori opportunità per seguire la Pro Patria in trasferta: fanno lo stesso in via Cà Bianca per la riduzione dei costi. Un po’ a sorpresa, Prima divisione spaccata in due fra nord e sud proprio nella stagione in cui il presidente Mario Macalli ha voluto un nuovo look per la sua Lega. Dopo aver promosso i propri campionati come «nazionali», giustificando gli impasti degli anni scorsi.

Geograficamente la Prima divisione torna a essere un campionato interregionale, con un incremento dei derby. Parecchi anche quelli nel girone A: per la Pro Patria su tutti quello con il Legnano, ma da non trascurare quelli con Novara e Lecco. Non sarà un derby, ma è attesissima, per ovvi motivi, la partita con il Verona.

Dal punto di vista tecnico il girone A non sembra scatenare particolare adrenalina: Padova e Cremonese si elevano su un gruppone nel quale è difficile individuare una terza forza. Da verificare le reazioni delle due retrocesse Cesena e Ravenna: la prima che ha fatto spesa grossa a Foligno, a cominciare da mister Bisoli. Nel complesso il girone appare molto equilibrato, con la possibilità delle 4 neopromosse e delle 3 ripescate di fungere da outsider. Tra queste spera di fare la sua figura la Pro Patria, ancora un cantiere aperto che parte, comunque, con l’obiettivo di rimanere distante dal fondo classifica.

Il girone A della Seconda divisione è caldo per il Varese che ritrova i rivali del Como, con cui andrà in scena un derby al fulmicotone; ma anche una squadra di rango come l’Alessandria, con cui esiste una spiccata rivalità. Non mancherà, dunque, il pathos per i tifosi nel torneo al via domenica 31 agosto. Ma c’è anche curiosità per le sfide inedite con Itala San Marco (squadra di Gradisca d’Isonzo, provincia di Gorizia), e Sambonifacese (della provincia di Verona). C’è anche l’Alghero, club sardo in cui ha lavorato per diverso tempo Claudio Capuzzo, braccio destro di Sean Sogliano: rappresenta la Sardegna con l’Olbia dopo l’addio a Nuorese e Torres.

Comunque, le trasferte avranno il consueto panorama diviso tra Lombardia (Carpenedolo, Como, Montichiari, Pavia, Pizzighettone, Rodengo), Piemonte (Alessandria, Canavese, Ivrea, Pro Vercelli, Valenzana), Sardegna (Alghero, Olbia) e Triveneto (Itala, Mezzocorona, Sambonifacese, Sudtirol). Dunque, né eclatanti novità né escursioni al di fuori dell’area geografica ormai collaudata. Il ds del Varese Sean Sogliano spende soltanto qualche parola sui nuovi gironi: «È tutto come ci si aspettava. In questa categoria i pronostici sono fatti per essere smentiti: penso, comunque, che ci sarà molto equilibrio, e che il prossimo campionato, come del resto quello vissuto l’anno scorso, sarà caratterizzato dalla volontà di molte squadre di giocare a viso aperto».

Anche mister Pietro Carmignani è laconico: «Il girone è quello che pensavamo, con squadre che conosciamo già e formazioni inedite. Richiamano l’attenzione le partitissime con Como e Alessandria. Quando saranno stilati i calendari sarà possibile dare un parere più preciso sul cammino che ci attende».

Giovanni Toia
Filippo Brusa

s.affolti

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