Il traguardo di Hupac. Cinquant’anni rivolti al futuro

Il traguardo di Hupac. Cinquant’anni rivolti al futuro

L’azienda di Chiasso, leader del trasporto intermodale, ha festeggiato il suo mezzo secolo

Hupac, l’open day per i 50 anni è una grande festa per migliaia di persone al terminal di Busto-Gallarate.

L’azienda di Chiasso, leader nel trasporto intermodale, festeggia i cinquant’anni di attività, ricordando quel giugno del 1967 quando, come ricorda lo storico direttore Theo Allemann, «cinque aziende di trasporto svizzere si associarono mettendo centomila franchi a testa per acquistare 10 vagoni speciali che l’anno successivo avrebbero iniziato il servizio su ferro tra Melide e Basilea, per superare il problema della chiusura de delle gallerie stradali nei mesi invernali. Fu subito un successo». Nel giro di pochi anni Hupac arriva in Italia, nel 1973, poi, in attesa che si completi il progetto di un terminal a Segrate, si insedia a Busto Arsizio, nell’ex scalo merci abbandonato dalla fallita cartiera Mayer a fianco della stazione Fs in centro città. «Poi però - racconta Allemann - si formò un comitato di abitanti che contestavano il rumore e il passaggio dei camion in zona stazione. Grazie a politici lungimiranti come l’allora sindaco Gian Pietro Rossi e l’allora assessore all’ambiente Gigi Farioli si trovò una soluzione che tutelava la cittadinanza ma anche chi lavora». Nel ‘92 l’inaugurazione del terminal di Busto Arsizio alle porte del quartiere di Sant’Anna, seguita qualche anno dopo dall’espansione verso lo Sciarè di Gallarate, con l’inaugurazione del nuovo terminal unificato alla presenza del ministro Lunardi. «Oggi Hupac ha più di 100 relazioni internazionali, l’asse Rotterdam-Milano è il principale, ma i collegamenti arrivano fino in Russia e Cina - sottolinea Allemann - l’indotto socio-economico per l’Altomilanese è importante». I numeri li snocciola il Ceo Bernhard Kunz: «un indotto, calcolato da uno studio Bocconi, tra i 3500 e i 5000 posti di lavoro tra Busto e Novara», ma anche «un parco mezzi da oltre cinquemila vagoni», senza dimenticare che nel 2016 Hupac ha registrato il record di 737mila spedizioni intermodali. «Oggi siamo un esempio in Europa - aggiunge Kunz - abbiamo il più grande terminal continentale e siamo tra i primi operatori, grazie alla visione lungimirante di spostare il trasporto dalla gomma al ferro, vent’anni prima che arrivassero i Verdi e la politica». Sul palco, salgono i protagonisti di ieri, come Rossi e Farioli, e quelli di oggi, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani («qui il fulcro intermodale del Nord») e l’assessore alle opere pubbliche di Busto Alberto Riva («qui vedo una famiglia, Hupac avrà lunga vita»), ma anche Allemann e due “colonne” di Hupac a Busto come Gianmichele Fiore e Francesco Crivelli. Il sette volte sindaco Rossi prova a strappare una promessa: «Un parcheggio solidale per i pendolari all’ex scalo Hupac alla stazione Fs di Busto». L’ex sindaco Farioli aggiunge un appello: «La politica deve percepire il futuro chinandosi sui binari. Consentiamo lo sviluppo di Hupac cogliendone le opportunità».


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