Uno spettacolo a porte aperte per un “Granello” di autonomia
I ragazzi del Granello e la loro formazione all’autonomia

Uno spettacolo a porte aperte per un “Granello” di autonomia

La storia - Lavoro, servizi alla persona e teatro che fioriscono e crescono al centro di tre province

“Il Granello” è una cooperativa nata nel 1987. Un piccolo seme tra i tanti nel mondo del sociale varesino per inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità. Un’idea, una volontà ed una richiesta che strada facendo sono cresciute fino a far sbocciare quel granello in un enorme campo di grano maturo. A dirigere i servizi educativi del Granello c’è Luca Landolfi. Infaticabile operatore qualificato, volontario, sociologo, regista, presentatore, cantastorie ed ogni altra cosa che distingue chi trasforma la propria vita in attenzione per gli altri.
Direttore ma quanto è cresciuto sto Granello?

«Tanto! - risponde Landolfi sul palco prima dell’ennesimo musical messo in scena dai suoi ragazzi – È un fantastico e naturale crescendo ormai prossimo a compiere trent’anni. All’inizio pensavamo solo di fornire un servizio lavorativo poi siamo diventati più grandi aprendoci ai servizi alla persona con la formazione all’autonomia, i Centri Socio Educativi, lo sportello famiglia e molto altro con nessuna intenzione di fermarci».
E’ raro vedere realtà diverse condividere attività e obiettivi. Cosa ancor più difficile se come voi si ha la sede incastrata tra le province di Como e Milano. Qual è la formula vincente?

«E’ vero, la nostra posizione geografica implica non poche difficoltà per molti. Non so se esiste una formula in questo senso vincente. Il nostro è stato un modo di essere e di presentarci agli altri per ciò che siamo. Abbiamo sempre creduto di coinvolgere ogni famiglia nel percorso educativo dei propri figli cercando e proponendo idee sempre nuove, ascoltando gli altri per andare incontro ad ogni esigenza. Ragionando e confrontandoci abbiamo sempre trovato una strada per nuovi obiettivi, sempre con al centro la persona con disabilità».
Idee e obiettivi se ne sentono ogni giorno. Anche con fini molto meno nobili di quelli del Granello. Come capire e difendersi per far bene il bene?

«Anche in questo caso la nostra è una storia felice. Non abbiamo fatto fatica a trovare persone con cui, come di dice in questi casi, si parla la stessa lingua anzi, posso dire che i nostri interlocutori sono in gran parte arrivati a noi spontaneamente, grazie ad un passaparola generato dalle Istituzioni locali, dalle associazioni, dai centri di formazione, dalle aziende, dalle famiglie e la gente comune. Considerazione e un appoggio che ci hanno permesso di portare avanti e realizzare ogni nostro progetto. Altro strumento importante sono i nostri spettacoli grazie ai quali raccogliamo ogni volta da chi ci viene a vedere nuovo sostegno e nuove forme di collaborazione».
Oggi dove fiorisce il Granello?

«Oltre che nella nostra casa di Cislago siamo presenti a Marnate, Guanzate, Turate e collaboriamo con il Centro Diurno disabili del “Villaggio Amico” di Gerenzano. I nostri ragazzi sono 120 con una età media di trent’anni».
Prossima idee destinate a diventare realtà?

«Un servizio di formazione al lavoro che sia un qualcosa in più della formazione dell’autonomia, appartamenti protetti e comunità alloggio».n


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