Il Natale è ormai alle porte. Ecco un regalo per ogni tigrotto
Ivan Javorcic, eroe di due epoche della Pro Patria lontane fra loro (Foto by Archivio)

Il Natale è ormai alle porte. Ecco un regalo per ogni tigrotto

Il Risiko a Zaro, una papalina per Mario I, un mirino per Le Noci. E a Javorcic una camicia rossa: da eroe di due epoche

Il Natale si avvicina, la squadra di Busto Arsizio è capolista nel girone B della Serie D, e allora è arrivato il tempo di fare dei regali ai giocatori della Pro Patria. A ciascuno il suo, a prescindere dal valore economico.
MANGANO - Un paravento. Il giovane portiere si è sempre ben disimpegnato da quando è stato impiegato, ma in qualche occasione ha mostrato difficoltà con il vento avverso; siamo certi di aiutarlo.
GUADAGNIN - Un viaggio nel tempo. Tutto benissimo nella prima parte di stagione, fino all’errore che probabilmente gli è costato il posto. Tornasse a quel giorno certamente sarebbe felice, siamo certi che non sbaglierebbe una seconda volta.
ZARO - Risiko, il gioco in scatola. Anche se gli avversari attaccano con tre carri sa bene che è meglio difendere senza fretta, stratega difensivo che quando attacca sa far male: “Difendo con 3”.
MOLNAR - Una bottiglia di grappa. Simbolo di un gran lavoratore che però sa farsi valere, un bicchierino in compagnia che riporta alla memoria le sue origini così da essere tutti felici, insieme.
SCUDERI - Un trilocale in centro a Busto Arsizio. In prestito dal Trapani, sembra difficile tenerlo un altro anno; forse un appartamento potrebbe essere la leva giusta per fermarlo in biancoblù per un’altra stagione?
DISABATO - Un tapis roulant. Protagonista nella prima parte di campionato, poi infortunato e ora sulla via di ripresa da qualche settimana. Forse così lo aiutiamo a ritrovare la condizione.
GAZO - Un paio di scarpette nuove da calcio. Dopo aver fatto sentire il fisico e messo il piede in ogni contrasto dalla prima all’ultima partita ne ha certamente bisogno, altro che vita da mediano.
PETTARIN - Un pentagramma su cui disegnare. In mezzo al campo disegna linee e detta i tempi, come un direttore d’orchestra che suona la sinfonia bustocca. Come Beethoven, aspettiamo la terza: eroica.
GALLI - Un grande abbraccio. Ha perso il papà di recente e si è dimostrato grande professionista, umanamente però un abbraccio caldo fa sempre piacere, soprattutto in questi giorni.
PEDONE - Un cappello da mago. Da lui abbiamo certamente visto le cose più belle a livello tecnico, come un maghetto che usa i piedi come fossero una bacchetta magica. Manca solo il cappello.
COTTARELLI - Un pizzico di convinzione. Ottime potenzialità, ogni tanto sembra credere un po’ poco in sè stesso anche se è certamente capace di grandi cose. Se ci credesse un po’ di più avremmo l’alfiere perfetto, anche se corre tanto, come un cavallo.
MOZZANICA - Un diploma . Non è un titolare, ma gioca come se lo fosse; ha raggiunto la maturità necessaria per imporsi in questo campionato e sta scalando le gerarchie. Sicuramente è pronto per il mondo del lavoro.
SANTANA - Una papalina.

Annuntio vobis gaudium magnum;

habemus Papam: Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Marito Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Santana qui sibi nomen imposuit Papa Mario I.
LE NOCI - Un mirino di precisione. Dopo Papa Mario I è certamente l’uomo di maggior valore, trovasse anche la mira giusta sotto porta sarebbe letale. Siamo certi che ci arriverà molto presto.
GUCCI - Una sciarpa. Non è facile stare in panchina al freddo anche quando hai disputato un grande campionato, ha davanti due mostri sacri, ma è sempre caldo al punto giusto.
JAVORCIC - Una camicia rossa. Lasciamo stare le questioni politiche, qui si sta scrivendo la storia: come Garibaldi fu eroe dei due mondi, lui è eroe di due epoche. La scorsa stagione e i suoi problemi sembrano un mondo lontano.

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