Varese, bisogna giocarsi ogni carta. Ma salire in Lega Pro è improbabile

Varese, bisogna giocarsi ogni carta. Ma salire in Lega Pro è improbabile

Il primo posto è utopia. Ci sono i playoff, da vincere: il coefficiente punti però è basso

La vittoria del campionato, l’unica a spalancare le porte della Lega Pro per diritto sportivo (le 9 squadre che retrocedono dalla serie C sono rimpiazzate dalle vincenti dei 9 gironi di serie D), è sfuggita al Varese. La logica dice così, non ancora invece l’aritmetica, che lascia ai biancorossi una minuscola speranza: quale?

Aritmetica e logica

Domenica si sfidano Borgosesia e Cuneo, rispettivamente a +3 e +5 sul Varese. Se il Cuneo dovesse vincere, sarebbe campione del girone A. In caso di pareggio o di vittoria del Borgosesia, i giochi non sarebbero invece ancora chiusi. Condizione di base, che il Varese vinca entrambe le partite mancanti (Bustese in casa, Verbania fuori): due poi gli scenari.

Il primo è un pari tra Borgo e Cuneo: all’ultima giornata sarebbe poi necessaria la sconfitta dei primi e la non vittoria dei secondi per andare allo spareggio contro i cuneesi (in caso di arrivo al primo posto si gioca una gara secca in campo neutro: chi vince sale, chi perde è la seconda classificata della stagione regolare).

Il secondo è la vittoria del Borgosesia contro il Cuneo: all’ultima giornata l’unico scenario utile sarebbe quello di sconfitta per entrambe le rivali, in modo da andare allo spareggio contro il Borgosesia; non utile invece una sconfitta del Borgo e un pari del Cuneo, con le tre squadre che si troverebbero tutte a 63 ma con la classifica avulsa che estrometterebbe il Varese dallo spareggio promozione, a cui andrebbero Borgosesia e Cuneo.

Spiegato come l’aritmetica non condanni ancora il Varese, è evidente invece perché lo faccia la logica: all’ultima giornata le avversarie di Cuneo e Borgosesia saranno Bra e Folgore Caratese, squadre il cui campionato è ormai finito; improbabili dunque risultati negativi delle due pretendenti al titolo.

I playoff funzionano così

Testa ai playoff, dunque. Che si giocano solo all’interno dei rispettivi gironi e sono composti da due turni: primo turno con la seconda classificata che sfida la quinta e la terza che affronta la quarta; secondo turno tra le due vincitrici del primo. Le partite sono a gara unica: in caso di parità al 90’ si va ai supplementari, in caso di ulteriore parità passa la squadra meglio classificata al termine della stagione (che ha anche il vantaggio di giocare in casa).

Riammissione e ripescaggio

Saranno quindi 9 le vincitrici dei playoff, una per girone, che saranno inserite in una graduatoria di riammissione, da cui la Lega Pro pesca nel caso in cui abbia posti lasciati liberi da squadre che rinunciano (per qualsiasi motivo) alla serie C 2017/2018.

Nella lista di riammissione le 9 vincitrici dei playoff entrano secondo una classifica che è anzitutto determinata dal coefficiente punti, che si calcola così: numero di punti diviso partite giocate (nel grafico in basso vi riportiamo la situazione dei 9 gironi: attenzione al girone F che è a 17 squadre e quindi le partite a fine stagione saranno 32 e non 34 come negli altri gruppi). In questo momento il coefficiente del Varese è 57:32=1,78. Coefficiente che è più basso rispetto a quello di tutte le attuali seconde degli altri gironi (il migliore, al momento, è del Ciliverghe nel girone B: 2,18); seconde classificate che sono le teoriche favorite dei vari playoff.

Cosa significa? Che il Varese sarebbe in basso (nono?) nella lista di riammissione e che le sue opportunità di chiamata per salire in Lega Pro sarebbero dunque poche.

Diversa possibilità è il ripescaggio: tutte le squadre possono candidarsi per occupare (eventuali e ulteriori) posti liberi in Lega Pro. In questo caso però la Lega Pro chiede una cifra (l’anno scorso di 300 mila euro) a fondo perduto, che in caso di effettivo ripescaggio va aggiunta ai 50 mila euro di iscrizione (95 per chi non è ancora affiliato) e alla fidejussione da 350 mila euro che tutte le squadre al via della Lega Pro devono mettere sul piatto.

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