«Ciao Mariolino. È vero che ul Signur ‘l sa lü s’al fà»
Mariolino Grimoldi e Ginetto Grilli alla presentazione del loro Zibaldone

«Ciao Mariolino. È vero che ul Signur ‘l sa lü s’al fà»

L’amico Ginetto Grilli ricorda Rimoldi, il poeta dialettale scomparso nella giornata di sabato a 79 anni

SACCONAGO - Oggi pomeriggio a Sacconago l’addio al poeta dialettale Mariolino Rimoldi. Il ricordo di Ginetto Grilli, con cui ha condiviso decine di appuntamenti culturali in giro per la città: «Io perdo un grande amico. Uno dei suoi più grandi meriti è stato quello di aver portato a Collodi al museo di Pinocchio un pezzo del nostro dialetto, in mezzo a decine e decine di altre traduzioni del capolavoro del Collodi». “Ul Pinochiu dul Collodi”, certamente la sua opera più ambiziosa e significativa, ma anche la traduzione in dialetto delle Favole di Esopo, e ancora le varie altre raccolte di poesie (tra cui spiccano i componimenti dedicati a tutte le chiese di Busto e persino una poesia, molto attuale in questi giorni, sul Baff) e le due edizioni dello Zibaldone sinaghin-bustocco scritto a quattro mani con Ginetto Grilli. In tutta questa sua straordinaria produzione letteraria, il poeta e scrittore sinaghino Mariolino Rimoldi rimarrà per sempre. Se n’è andato, all’età di 79 anni, sabato all’istituto La Provvidenza dove era ricoverato da tempo. Il suo compagno di tante serate all’insegna del dialetto, il cantore sinaghino Ginetto Grilli, 91 anni, lo ricorda con semplicità: «Se n’è andato, è proprio vero che ul Signur ‘l sa lü s’al fà. M’ero riproposto di non dire niente, perché poi in queste occasioni vengono fuori le solite parole convenzionali, “una gran perdita”, “perdiamo un pezzo di Busto, un pezzo di Sacconago”. Per quel che mi riguarda, personalmente, perdo un grande amico. Da cui ho imparato tante cose, come probabilmente anche lui da me». Giudicandolo come scrittore e poeta, Grilli ricorda come Mariolino Rimoldi avesse «una padronanza straordinaria del dialetto. Possedeva quasi tutto il lessico dialettale, lo sapeva usare bene, poi aveva una costanza ammirevole nello scrivere. Per certi versi aveva una personalità double face: fortissimo nella sua poesia un po’ melanconica e nostalgica, in cui si lasciava andare molto, poi però quando affrontava argomenti giocosi, ci sapeva fare davvero». La moglie Luigia e i suoi tre figli lo saluteranno oggi pomeriggio alle 15.15 nella chiesa parrocchiale di Sacconago, dove riceveranno l’abbraccio di tutti coloro che volevano bene a Mariolino. E a qualcuno forse verranno in mente i versi di una sua poesia, “Intantu cha speciu ‘l Natal”, in cui scriveva «Ma in chest’ann s’é smursá na candìa / e inturnu al táu / na cadréga l’é vöia. Vüna da pü» (Ma quest’anno si è spenta una candela/e attorno al tavolo/una sedia è vuota. Una di più).


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