Ex Borri e nuova Coop. Antonelli alza un “muro”
In commissione territorio si parla della riqualificazione dell’ex Borri

Ex Borri e nuova Coop. Antonelli alza un “muro”

Dubbi del primo cittadino: «Non sono convinto»

BUSTO ARSIZIO - Tra l’ex Borri e la Coop si alza il “muro” di Antonelli: «Valuteremo con calma come spendere i soldi che ci devono dare».

In commissione territorio si parla della questione del momento, la rotonda sul viale Duca d’Aosta e la riqualificazione dell’ex Borri, nell’ambito della realizzazione del supermercato Coop di via Pisacane. E il “muro” non è solo quello “virtuale” di un primo cittadino che ammette di non essere «per nulla convinto» di un’operazione che ha ereditato dalla passata amministrazione («l’avete fatta voi della Lega» rinfaccia all’ex assessore Paola Reguzzoni, mentre sulla rotatoria dice «sono convinto che non funzionerà») ma che sa di non poter fermare. Ma è anche quello, reale, che Emanuele Antonelli, un po’ “trumpianamente”, annuncia di voler ergere a separazione tra l’area del supermarket e quella comunale dell’ex Calzaturificio.

Al progetto di recupero dell’ex Borri, presentato dal costruttore della Coop (che in base alla convenzione con il Comune deve realizzare interventi per oltre un milione di euro a scomputo degli oneri edificatori), fa sapere Antonelli, «abbiamo risposto che non va bene, perché agirebbe su beni non di proprietà, l’ex portineria del Borri e la recinzione. Pensano di fare un bel monumento, ma lo potranno fare nella loro parte, perché l’ex portineria è vincolata dalla Soprintendenza, mentre il muro di separazione andrà ripristinato, per dividere da quel supermercato il bellissimo edificio del Borri».

Il sindaco fa sapere che vuole vederci chiaro, sull’avvio della riqualificazione dell’ex Calzaturificio: «Valuteremo con calma come spendere i soldi, non voglio buttarli via. Si farà tutto insieme, bonifica inclusa - afferma Antonelli - con i soldi del privato, vorrei che si sistemassero la parte esterna, il cortile e il parco. Il mio sogno sarebbe far vivere questo magnifico giardino con una parte commerciale “no food”, un ristorante e un bar. In modo che la struttura si mantenga e il Comune non debba tirare fuori i soldi della manutenzione. Anche perché chi entra dovrà fare i lavori di ristrutturazione interna, investendo tanti soldi».

Il Pd incalza, sulla bonifica dell’eternit ma anche sulla futura destinazione del Borri, con il presidente del consiglio comunale Valerio Mariani poco convinto: «Sembra un altro giardino quadrato». Ma Antonelli non ha peli sulla lingua: «Volete far aprire la Coop. Se fosse l’Esselunga non sareste qui».

E l’ex assessore Paola Reguzzoni - che ricorda la sua storica «contrarietà» alla rotonda sul viale, che inizialmente avrebbe dovuto essere «provvisoria, imbullonata sull’asfalto come quella di viale Boccaccio, per testare la viabilità» - invita a guardare avanti: «Il braccio di ferro lascia il tempo che trova: focalizziamo l’attenzione su ciò che si può trarre di positivo.

La nostra idea era di aprire subito il parco e renderlo fruibile».


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