«Il problema migranti sul territorio? Non c’è condivisione con i sindaci»
Profughi in via dei Mille a Busto Arsizio (Foto by Archivio)

«Il problema migranti sul territorio? Non c’è condivisione con i sindaci»

Oltre a Raffaele Cattaneo, le voci di Alessandro Alfieri e Luca Marsico

«Il problema va risolto all’origine con hotspot nei Paesi di partenza o nelle zone di confine e politiche di controllo più rigide delle frontiere. L’idea è di migliorare la gestione all’origine per ridurre il flusso».

Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale, interviene sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo. «La criticità della gestione è legata al territorio perché non c’è a monte una condivisione con i sindaci con l’obiettivo di garantire un’accoglienza capillare: tutto è affidato alle cooperative e alcune cercano di fare business improprio con la gestione dei migranti – continua Cattaneo - Non si può lasciare il problema in mano soltanto alle prefetture. Il controllo si crea con una gestione corretta sul territorio. In provincia di Varese ci sono casi positivi come quello di Venegono Inferiore dove questo è avvenuto».

«Il mio impegno sul tema si è concentrato a livello europeo e in particolare al Comitato delle regioni con un cambiamento della posizione rigida da parte dei tedeschi e l’approvazione di un parere formale del sistema europeo della gestione dei migranti – spiega Cattaneo - Abbiamo cercato di fare in modo che tutti prendessero le proprie responsabilità chiedendo un aiuto concreto per i paesi di frontiera che affrontano per primi il problema come l’Italia, attraverso l’utilizzo dei fondi di coesione».

Secondo Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, il Governo è sulla strada giusta per risolvere molti dei problemi legati all’accoglienza di richiedenti asilo: «L’ultimo decreto rafforza gli strumenti per colpire chi non lavora bene e abusa del sistema. Vi è un’accelerazione dei rimpatri e delle pratiche burocratiche ed è sviluppato il tema dei lavori socialmente utili. Il Governo, con l’assessore Domenico Minniti, si sta muovendo bene, anche perché l’immigrazione dai primi anni 90 è cambiata molto ed è giusto affrontarla con nuovi strumenti».

«Il sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) rafforzato rende i Comuni più protagonisti. A quelli che accolgono poi vengono riconosciute risorse che possono essere spese per altre voci – precisa Alfieri – Il decreto introduce il limite di 2,5 richiedenti asilo per mille abitanti (limite che diventa di 1,5 richiedenti asilo per mille abitanti nelle metropoli)».

«Ci sono tantissimi italiani che hanno necessità cogenti. Anche chi arriva sul barcone ha la necessità di essere rifocillato e accudito, ma ci deve essere una giusta misura, un controllo, e non ci devono essere speculazioni – è il parere del consigliere regionale Luca Marsico (Forza Italia) - Ho apprezzato la presa di posizione di Minniti che dimostra di avere un piglio diverso al suo predecessore, questo mi conforta».

«Il sistema delle cooperative nasce perché non esiste uno strumento statale che possa servire al caso di specie. È una legge di mercato: ad una richiesta di servizio corrisponde un’offerta. Questo non mi scandalizza – precisa Marsico – Poi, sulla qualità del servizio prestato si deve vigilare con attenzione, anche perché stiamo parlando di soldi pubblici. La speranza è che tutti facciano il loro dovere fino in fondo, per primi i nostri rappresentanti governativi per mitigare l’afflusso di migranti. Non escludo di fare qualcosa su questo tema a livello regionale».

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