Mercoledì 10 Luglio 2013

Il giallo di Mozart nelle mani di Plano

Pianista e archeologo della musica

VARESE - Roberto Plano, pianista varesino che l’America ci invidia, a breve pubblicherà un inedito di Luchesi

Roberto Plano, pianista varesino che l’America ci invidia (e che in America, nel 2001, ha vinto il Concorso di Cleveland), fra pochi giorni lancerà sul mercato un disco che ha dell’incredibile: l’incisione in prima mondiale, per l’etichetta Concerto, delle due composizioni per pianoforte e orchestra che Andrea Luchesi – insegnante di Ludwig van Beethoven e ultimo maestro di cappella a Bonn, posto che fu del nonno di Ludwig - scrisse nei suoi anni veneziani nella seconda metà del Settecento.

Dove sta la scoperta? Il concerto in fa maggiore per tastiera e archi dell’artista di Motta di Livenza presenta una cadenza scritta da Wolfgang Amadeus Mozart, anch’essa una prima mondiale.

D’altronde, dichiara Plano, «l’ammirazione di Mozart per Luchesi era risaputa, e in un catalogo dedicato alle cadenze del salisburghese per i propri concerti e per quelli altrui ecco venire alla luce anche questa». Nessuno lo immaginava, e invece Plano si è lasciato incuriosire da questo giallo musicale, ha confrontato gli archivi ed è risalito al catalogo online del Mozarteum di Salisburgo, istituzione incontestabile.

E ha scoperto che la cadenza composta da Mozart non era mai stata attribuita ad alcun concerto di Luchesi. La prestigiosa rivista Amadeus, anche grazie a questo, dedica la copertina del mese di luglio a Plano con uno speciale di spessore scientifico, nel quale si narra la scoperta del pianista, e un cd esclusivo con i brani per pianoforte di Luchesi risalenti al suo arrivo a Bonn. Spetterà alla musicologia decidere sulla verità della scoperta, ma la cadenza dedicata ad un «concerto di origine sconosciuta» sembra corrispondere.

La partitura del concerto inciso, l’unica a stampa è risalente al 1772, è conservata nella biblioteca del Conservatorio di Venezia. Di Luchesi, infatti, si sa ben poco: il suo nome è caduto nell’oblio e nei corsi di musica nessuno ne parla.

Però, sembra che il compositore fosse una sorta di ghostwriter ante-litteram: scriveva per gli altri, vendendo le proprie creazioni, senza firmarle. Non si spiegherebbe altrimenti l’ostentazione di una ricchezza che mai un semplice maestro di cappella avrebbe potuto permettersi. Così Luchesi entra nelle grazie di Mozart e Franz Joseph Haydn.

Il cd in uscita fra pochi giorni segue quello prodotto lo scorso anno da Plano, per l’etichetta Concerto, con le sonate per pianoforte risalenti agli anni veneziani di Luchesi. Il resto appartiene, ormai, alla storia.

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