«Solo lo sguardo di chi balla dice se stai facendo la cosa giusta»
Mastermax si è classificato al primo posto della hit popolare che decide il migliore sul territorio del cantone svizzero

«Solo lo sguardo di chi balla dice se stai facendo la cosa giusta»

Il varesino Mastermax, alias Massimiliano Malnati, è stato decretato top dj del Canton Ticino

Mastermax è il top dj del Canton Ticino. Il deejay varesino si è classificato al primo posto della hit popolare che decide il migliore sul territorio del cantone svizzero. Classe 1968, Massimiliano Malnati è nato a Varese, ma da 22 anni vive a Ispra.

Trent’anni di carriera dietro le consolle di mezza provincia e non solo, può vantare d’aver lavorato coi nomi più conosciuti del mestiere da Gigi D’Agostino a Benny Benassi, da Hardwell a Dj Antoine, dai Black Eyes Peas a Gabry Ponte passando per R3hab e Bob Sinclair. Da più di una quindicina d’anni, poi, espatria oltreconfine per far ballare i cugini svizzeri.

Una vita di passione per la musica davanti e dietro la consolle, per lavoro o per divertimento e persino come “maestro di mixer”.

Da anni, infatti, insegna in corsi per djing attualmente al Musical box di Besozzo e alla Pop Music School di Paolo Meneguzzi a Mendrisio.

Di che riconoscimento si tratta?


È la classifica dei migliori venti dj che lavorano in Ticino, a prescindere dalla loro nazionalità.

Da chi è organizzata la classifica?


«È un’iniziativa privata di un blog, “Nightlife Ticino”, che da 5 anni realizza tramite social una classifica dei “Top Dj del Cantone”. Non è una classifica ufficiale, ma segue le preferenze del pubblico. In provincia di Varese non ho mai partecipato a un’iniziativa del genere, ma credo non ci sia e nemmeno in Lombardia».

Partecipava per la prima volta?


No, c’ero già lo scorso anno e mi ero piazzato al quinto o sesto posto. Quest’anno sono arrivato in prima posizione. È una grande soddisfazione.

Dove l’hanno conosciuta i ticinesi?

Dove suono come resident: il giovedì al Mint di Lugano e il venerdì al Montezuma di Novazzano. O al Princesse di Lucerna

C’è una soddisfazione ulteriore, guardando gli altri nomi citati nella graduatoria. Perchè?


«Perché quest’anno in classifica, tra le new entry, c’è una mia allieva, Rebeka Avain. È una grandissima soddisfazione. Solo qualche anno fa ha partecipato a uno dei miei corsi e adesso ha già un riscontro del genere, l’ingresso nella classifica top 20.

Come si trova a fare l’insegnante?

«Lo faccio da molto tempo e mi piace. Spesso poi, non rimaniamo solo in classe, ma quando sono pronti li porto con me a suonare in qualche locale dall’Arlecchino alla Playa.

Ci racconta i suoi esordi?


«Ho iniziato a lavorare in alcuni locali della provincia dal “Piccolo Lago” di Ghirla fino al “Passatore”. All’epoca non avevo nemmeno la macchina e mi accompagnava mia sorella. Poi ho girato diversi altri locali dal “Caminaccio” al “Roncaccio” di Bizzarone dove suono due sabati al mese. Oggi sono resident anche all’O’Connor di Verbania».

Facendo i debiti scongiuri è in lizza anche per un premio in patria...


Partecipo al Dance Music Awards, premio per producer e dj. Non ho grandi speranze perché sono in “gara” con grandissimi professionisti, ma mi fa piacere anche solo partecipare.

Qual è il segreto per avere la pista sempre piena?

«È fondamentale guardare le facce della gente. Non è sempre semplice suonare il pezzo giusto al momento giusto, ma lo sguardo di chi balla ti dice se stai facendo bene. È una tecnica che si affina con l’esperienza e con l’attenzione. Per me se fai ballare le donne hai vinto, gli uomini seguiranno. In realtà sono tante le variabili, ma se sbagli, e te ne accorgi, allora puoi cambiare».

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