VARESE Anche i mici avranno la loro anagrafe per ridurre il fenomeno del randagismo nelle colonie feline. Sul modello di quella canina, nasce l’anagrafe felina, la banca dati informatizzata che registra i codici per l’identificazione dei gatti dotati di microchip. Un elenco su base nazionale che non sostituirà quello Regionale, in Lombardia già operativo da anni. Sono quasi duemila, infatti, i mici varesini dotati di microchip e regolarmente registrati all’anagrafe regionale.
«Sono quelli che per ragioni di mobilità hanno dotato il proprio gatto di passaporto e microchip – spiega Aldo Oggioni, del distretto veterinario Asl – E quelli che l’Asl registra per avere un controllo sempre maggiore sulle colonie di feline di randagi». Da oggi, quindi, sarà più facile ritrovare il proprio micio che si è perso, ma l’aspetto più importante del registro è legato alle colonie feline. «Oggi non è ancora obbligatorio per i padroni dotare il proprio gatto del dispositivo, ma se un giorno lo diventasse allora si potrebbe mettere un freno al fenomeno del randagismo e al continuo espandersi delle colonie feline – continua – Chi compra un micio spesso non è cosciente dell’impegno che l’animale richiede e quando non è in grado di occuparsene lo abbandona. Con il cane è già diverso e il fenomeno dell’abbandono in provincia di Varese è praticamente arginato. Per i gatti, invece, è più facile essere abbandonati in quanto non direttamente riconducibili al proprietario e perché il gatto si riunisce in colonie che popolano i tetti della città e sparisce dalla vista».
Non si vedono ma ci sono e le colonie varesine sono moltissime. «Come Asl ci occupiamo di prelevare i gatti dalle colonie, di sterilizzarli, microchipparli e reinserirli nel loro ambiente. Quando però nella colonia s’inserisce un esemplare non ancora sterilizzato questo si riproduce e i suoi cuccioli in pochi mesi sono in grado di figliare, e così via e in un attimo la colonia è, triplicata. Introducendo l’obbligo di registrare il gatto, prima
di abbandonarlo un proprietario ci penserebbe due volte e anche le nostre colonie di randagi andrebbero così via via scomparendo». Non è obbligatoria, ma la registrazione è un’operazione davvero semplice e indolore per i nostri mici. «Bastano pochi minuti per rendere rintracciabile il gatto: non c’è bisogno di anestesia per inserirlo all’altezza del collo con una siringa. I proprietari possono rivolgersi a un veterinario che aderisce all’anagrafe e accederanno alla registrazione online».Valentina Fumagalli
e.marletta
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