Fo dice no al Premio Chiara. E Varese riparte dai bimbi
Dopo l’anno della crisi, nel 2016 il Premio Chiara è ripartito nel segno della solidità e delle novità

Fo dice no al Premio Chiara. E Varese riparte dai bimbi

Longhini: «Snobismo radical chic?». Ma la kermesse guarda avanti. Edizione 2016 ricca di novità. Oldrini: «Basta crisi, ora basi solide»

VARESE - Il Premio Chiara alla carriera? «No, grazie»: Dario Fo, il celebre autore di “Mistero buffo” avrebbe rifiutato, secondo gli organizzatori, l’importante riconoscimento varesino, perché «non accetta altri premi, dopo il Nobel». «Il solito snobismo di una certa sinistra radical chic?» si domanda, su Facebook, l’assessore alla cultura, Simone Longhini. Partita, con questo “gran rifiuto”, l’edizione 2016 del Premio Chiara, una kermesse, la ventottesima, che risorge dalle difficoltà passate, con una favola e un pizzico di magia, partendo dai bambini, anzi dal “Chiara Bimbi”, un concorso nuovo dedicato ai più piccoli, lettori e scrittori in erba. In occasione della presentazione, ieri in Villa Recalcati, dei bandi di concorso dedicati ai racconti editi, inediti, ai giovani, alla fotografia, ai bimbi, un “Magic Patch”, un apparentemente insignificante pezzo di stoffa, uscendo dalla sua scatola magica (De Agostini) ha preso forma, sotto le sapienti mani del suo ideatore, Paolo Quattrini, diventando un animaletto che, regalato ai bambini delle scuole di Varese, sarà un modo nuovo di fare cultura. «Se l’anno scorso le campane suonavano a morto» rivela il fondatore del Premio Chiara, Romano Oldrini, «questa XXVIII edizione del Chiara sta mettendo basi solide, grazie al sostegno di molti che ci consentono di sopravvivere».

«Eccellenza da esportazione»

Presenti in conferenza stampa, tra i molteplici amici del Chiara, i comuni di Luino, Azzate, Gazzada Schianno e Tradate, il Comune di Varese che, con la voce dell’assessore alla Cultura Simone Longhini, ha auspicato che la proficua collaborazione avviata finora sia mantenuta dalla futura giunta, all’insegna di tre “C”: costante, crescente, coerente e il segretario Generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto, Carlo Massironi, che ha segnalato il Premio Chiara come eccellenza del territorio da far conoscere al di là della provincia. Come nella trama di un giallo d’autore non poteva mancare il questore di Varese che, al fianco dell’attività di prevenzione ha manifestato «l’intenzione di stimolare la cittadinanza alla diffusione culturale».

Da Dino Risi a Fellini e Scola

Molte le novità in programma nel ricco carnet del Premio Chiara 2016: seminari di cinema guidati dal critico cinematografico Mauro Gervasini che vuole promuovere la diffusione della conoscenza del grande Cinema italiano, da Dino Risi, di cui ricorre l’anniversario della nascita, che aveva una zia a Ghirla e girava film alla Rasa, a Fellini e Scola, perché i giovani di oggi «non hanno mai visto “La dolce vita”» e seminari di musica affidati al giornalista Mario Chiodetti che intende promuovere l’ascolto della musica classica perché «siamo circondati dal rumore» e bisogna conoscere «osa serve per un buon ascolto, come arrivare a capire la grande musica, dai primi dischi alla tecnologia moderna». Nuove tecnologie rilanciano il Premio come il nuovo sito internet, più moderno, innovativo ma di tradizione che passa attraverso le fotografie di Piero Chiara, immortalato dai più importanti fotografi: Franco Pontiggia, Enrico Lamberti, Mario De Biasi e Carlo Mea zza. “Paura” sarà invece il tema, anzi la parola-chiave, che aprirà le porte al nuovo Chiara Giovani, non più un’espressione, ma una sola parola in grado di condensare molti significati e di raccogliere, secondo il giurato e giornalista Andrea Giacometti: «Giovani che con temi rassicuranti non venivano coinvolti». Resta l’attesa per chi vincerà il Chiara alla carriera: «Sarà una sorpresa» assicura l’anima e cofondatrice del Chiara, Bambi Lazzati.


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