L’istruzione è passione e libertà

L’istruzione è passione e libertà

La ricorrenza - È la Giornata Mondiale degli Insegnanti. Omaggio di Varese a due donne fondamentali: Felicita Morandi e Anna Bonomi

VARESE - Quello che siamo oggi lo dobbiamo alle persone che abbiamo incontrato e che ci hanno indirizzati nella vita. Quelle figure che non solo hanno lasciato un segno nella nostra esistenza, ma che hanno saputo trasmetterci anche la passione per una materia, per una disciplina. Queste persone sono gli insegnanti. Oggi, 5 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale degli Insegnanti, istituita dall’Unesco nel 1993 e che si festeggia ogni anno a partire dal 5 ottobre 1994. Un’occasione per tenere sempre a mente quel lavoro che in Italia viene da sempre, purtroppo, tenuto molto meno in considerazione rispetto ad altri Paesi europei. Lavoro fondamentale, sul quale occorrerebbe investire sempre di più, per trasmettere non solo conoscenze, ma anche passioni. La conoscenza serve a ben poco se non la si sa interpretare, trasformare in una concreta azione culturale.
E sono pochi gli insegnanti che sanno trasmettere questo. «A Varese molte generazioni di studenti sono state fortunate, conoscendo sui banchi di scuola una delle più grandi insegnanti di sempre: Anna Maria Bossi Bonomi (nella foto in alto). Figura fondamentale che purtroppo ci ha abbandonati quest’anno. Professoressa di Lettere e Latino al liceo classico Ernesto Cairoli per decenni, fino al 2000, le sue non erano semplici lezioni, ma vera e propria “trasmissione” di passione per la cultura, con la quale “contagiava” gli studenti. I quali per lei non sono mai stati semplici numeri, ma persone complete di cui scoprire le più piccole sfumature ed aiutare a costruire ed accrescere la propria personalità. La scuola e l’insegnamento erano per lei la vita stessa. Tanto che, quando dovette andare in pensione, non abbandonò questa sua missione, fondando la Scuola Teatrale Città di Varese, che oggi porta il suo nome. «La storia di Varese è legata ai nomi di grandi insegnanti. Basti pensare alla celebre Felicita Morandi, cui oggi è dedicata una delle più antiche scuole elementari del capoluogo.
Felicita Morandi nacque il 21 aprile 1827. «Nel 1848 prese parte alla mobilitazione delle donne di Varese in favore dei combattenti - si legge nella sua biografia - quando i suoi familiari cercarono rifugio in Piemonte, rimase con il padre, travestita da uomo, e nel momento della disfatta si adoperò nella cura dei feriti. Nel 1862, sollecitata da alcune signore parmigiane, assunse la direzione dell’appena istituita Scuola tecnica femminile, iniziando così una lunga carriera nelle istituzioni destinate all’istruzione e all’educazione delle giovani». La sua figura di educatrice è stata fondamentale, soprattutto quando assunse la direzione dell’Orfanotrofio Femminile della Stella di Milano. «La carità e l’impegno civile, peculiari della filantropia laica femminile ed emancipazionista di fine Ottocento, si coniugarono dunque nell’azione di Morandi con una nuova sensibilità verso la formazione culturale e professionale, dando vita a un ideale educativo il cui fine ultimo era l’inserimento delle giovani nella società». La sua personalità fu quella di una donna libera, che insegnò la libertà alle altre donne non solo come valore. Insegnò e mise le basi affinché le giovani donne potessero emanciparsi e cercare il proprio posto nella società. Lei è stata una delle più grandi figlie di Varese, di cui la nostra città deve andare fiera.

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