Roma, 1 mag. (TMNews) – E’ polemica dietro il palco del Concertone del primo maggio a San Giovanni a Roma, per la liberatoria presentata da firmare agli artisti che sono saliti a esibirsi davanti alla folla: un testo che – data l’epoca di campagna elettorale – chiede conferma del fatto che l’artista non sia candidato, ma lo impegna inoltre a non influenzare in alcun modo il voto degli elettori ance per i quesiti referendari che vanno al voto il prossimo 12 giugno.
Secondo l’attore Ascanio Celestini, la liberatoria è stata presentata solo oggi agli artisti e il testo impegna chi si esibisce a astenersi “da affermazioni, dichiarazioni o comportamenti che possano influenzare il voto dell’elettore o fornire indicazioni di voto e da qualsiasi riferimento ai quesiti referendari”.
“Un fatto inaccettabile che si aggiunge alla truffa in atto per scippare i referendum agli italiani” afferma un comunicato del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare. “Ma aggireremo la censura: quello che non hanno potuto dire dal palco gli artisti lo hanno detto alle nostre telecamere. Le loro dichiarazioni saranno da domani sul sito www.fermiamoilnucleare.it”.
“E’ inaccettabile – prosegue il Comitato – che da una parte non sia ancora stato approvato il regolamento che governa l’informazione per i referendum – regolamento che avrebbe dovuto già essere in vigore – e dall’altra, invece, si applicano regole estemporanee”.
Il Comitato protesta inoltre contro la multa che rischiano gli artisti in caso contravvenissero alla liberatoria: “quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla libertà d’espressione degli artisti sono un’offesa inaccettabile alla libertà d’espressione e al pluralismo. Un’offesa agli italiani”.
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