450 mila chiamate al 112 Metà non sono emergenza

VARESE In un anno di sperimentazione con il 112, a Varese, il numero unico europeo per le emergenze ha permesso di gestire più di 450 mila chiamate. La metà di queste non è una vera emergenza ed è stata filtrata, riducendo notevolmente il carico di lavoro su centrali di 118, polizia, carabinieri, e potenziando l’efficacia dei soccorsi.

Ora il 112 sta per essere implementato a tutto il territorio lombardo (per arrivare, in futuro, a tutta Italia), e le centrali operative saranno riorganizzate per gestire al meglio il nuovo sistema.

Un dato che sembra curioso, ma che in realtà ha un forte impatto sull’efficacia dei soccorsi, è il fatto che la maggior parte delle chiamate ‘filtratè arriva da bimbi che stanno giocando con i cellulari dei genitori: «Possono arrivare anche dieci chiamate in pochi minuti da un solo

telefono – spiega Alberto Zoli, direttore dell’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) – e ovviamente ogni chiamata potrebbe avere valore, e bisogna dedicargli attenzione». Con il 112, l’allerta al 118 o alle forze dell’ordine arriva solo se c’è davvero un’emergenza, e questo permette di risparmiare tempo prezioso sui soccorsi.

«La sperimentazione di Varese – ha aggiunto Luciano Bresciani, assessore regionale alla Sanità – ha salvato l’Italia intera da un ‘bottò economico che sarebbe stato davvero pesante». Il riferimento è alla sanzione comminata al nostro Paese per nel 2009, pari a 40 milioni di euro, per non avere all’epoca implementato il Numero Unico. Sanzione che, grazie alla sperimentazione di Varese, è stata archiviata.

«La nostra è una sanità che rincorre continuamente il futuro – ha concluso Bresciani – il servizio sarà dimensionato a seconda del fabbisogno, in modo dinamico. Si tratta di federalismo puro, dove si ascolta tutta la comunità».

e.marletta

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