500 mila euro alla settimana Wikileaks paga cara la sua sfida

500 mila euro alla settimana Wikileaks paga cara la sua sfida

Il sito è diventato famosissimo e alfiere della libertà d’espressione. Però oggi Wikileaks, oltre al suo fondatore, stanno pagando cara l’operazione di trasparenza avviata con la diffusione dei cable delle ambasciate Usa nel mondo. La stanno pagando cara anche dal punto di vista economico che per l’organizzazione significa anche indipendenza.Dall’inizio della diffusione di documenti diplomatici riservati, Wikileaks sta affrontando gravi difficoltà finanziarie, perdendo oltre 480.000 euro alla settimana: lo ha riferito il fondatore del sito, Julian Assange, in un’intervista ai quotidiani svizzeri Tribune e 24 heures. Interpellato sulle eventuali conseguenze delle molteplici pressioni subite per la sua attività, Assange le ha escluse “da un punto di vista personale”. “Direi che le pressioni rafforzano la mia determinazione”, ha aggiunto. “Ma da un punto di vista finanziario,

è diverso. Perdiamo oltre 600.000 franchi (480.438 euro, ndr) alla settimana dall’inizio della diffusione dei cablo diplomatici. Per continuare le nostre attività, occorrerà in un modo o nell’altro recuperare questo denaro”, ha commentato. L’hacker australiano, che beneficia attualmente del regime di libertà condizionata nel Regno Unito, attende il processo sulla sua possibile estradizione in Svezia, dov’è ricercato per “abusi sessuali”. A dicembre, Assange aveva ammesso di avere intenzione di scrivere un libro proprio per far fronte alle difficoltà finanziarie di Wikileaks. “Non vorrei scriverlo, ma devo”, aveva detto. Il fondatore del sito ha smentito, infine, di avere chiesto asilo in Svizzera. Stiamo ancora riflettendo su quale possa essere il paese più sicuro per me e il mio team. La Svizzera resta una possibilità”, ha sottolineato.

u.montin

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