Simbolo dell’otto marzo e delle donne che rivendicano la loro autonomia, la mimosa talvolta si accompoagna a qualche effetto indesiderato, come il prurito al naso fino allo starnuto.Ma secondo gli esperti basta tenerla un po’ a distanza. Infatti, dicono i medici,”può provocare un fatto irritativo specifico, la pollinosi da contatto, per la sensibilizzazione agli allergeni del fiore”. Il polline di questa specie mediterranea è molto grosso e non vola facilmente con le correnti aeree; il diametro supera mediamente i 50 micron – il doppio dunque di
quello delle graminacee e il triplo delle parietarie, che tendono a involarsi sotto forma di nuvoletta – e, se inalato, non raggiunge la laringe, nè tantomeno i bronchi con la conseguente asma.Per non correre rischi di contrarre allergie, è sufficiente – suggeriscono sempre gli esperti – andare col naso sopra la fioritura ma standone lontani, e non posizionandosi sotto un albero o arbusto di mimosa in giardino.Gli operatori – chi lavora in serra o i venditori di fiori – invece devono ricorrere all’antistaminico ed eventualmente a uno spray cortisonico.
u.montin
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