Roma, 28 gen. (TMNews) – “Voglio premettere sul piano personale che per ben due volte e per puro spirito di correttezza aziendale e di rispetto per il mio ruolo ho ritenuto di poter subire nel corso della trasmissione ‘Annozero’ comportamenti maleducati e inaccettabili; ora il limite è stato abbondantemente raggiunto e la misura è colma”. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, interviene con una nota dopo lo scontro di ieri con Michele Santoro in diretta per la trasmissione dedicata ancora una volta all’inchiesta milanese sul caso Ruby.
“Sul piano più rilevante, quello aziendale, ribadisco che è indegna l’attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del Servizio Pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorità giudiziaria che ancora una volta dovrà verificare l’attendibilità di un teste di accusa che anche ieri sera ha rivelato in diretta televisiva fatti e circostanze oggetto di un procedimento penale ancora in fase di indagine preliminare – sottolinea il dg di viale Mazzini -. Ricordo peraltro che Santoro è presente nel Palinsesto Rai non per una libera scelta editoriale ma in forza di due sentenze, come tutti ben sanno, molto ‘peculiari’, dei giudici del lavoro per cui è evidente che una dissociazione a tutela dell’Azienda non può non avvenire nella forma più esplicita”.
“Resto poi convinto che la missione del servizio pubblico deve essere ed è tale solo se realmente pluralista e rispettosa di tutte le parti e di tutte le regole. Questa è una battaglia che porterò avanti fino in fondo prendendomi tutte le responsabilità del caso”, conclude Masi.
Red/Gal
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