“Ho fatto parte di una comunità di artisti. Eravamo ‘bobò (borghesi-bohemiens, ndr), eravamo di sinistra ma, a quei tempi, votavo in Italia. Non ho mai votato per la sinistra in Francia, e non comincerò certo adesso. Non mi sento più proprio di sinistra”. La “confessione”, per certi versi scioccante per i progressisti di mezzo mondo, arriva non da un militante qualunque, ma addirittura dalla premiere dame di Francia, Carla Bruni, in un’intervista al quotidiano Le Parisien.La
Bruni comunque non ha tagliato i ponti coni vecchi amici. E dall’entourage gollista non sono pochi coloro che hanno rimproverato alla Bruni di aver influenzato il marito nei primi anni di presidenza, quando appunto Sarkozy aprì la compagine governativa anche a personalità della sinistra.Non solo, la Bruni è spesso accusata – senza prove – dalla destra italiana di aver sostenuto la causa di Cesare Battisti, l’esponente dei Pac condannato all’ergastolo, fuggito in Brasile per evitare l’estradizione.
u.montin
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