Lavorava per gli spacciatori Carabiniere arrestato a Busto

BUSTO ARSIZIO Passava informazioni agli spacciatori in cambio di soldi: arrestato carabiniere in servizio al nucleo operativo radiomobile di Busto Arsizio. A mettergli le manette i suoi stessi colleghi. Per telefono i pusher lo chiamavano “il pelato”, era lui, secondo la procura di Busto, a segnalare agli spacciatori attivi tra i boschi di Gorla Minore e Maggiore, Busto Arsizio, Gallarate e Lonate Pozzolo, quando le forze dell’ordine erano pronte ad agire. La collaborazione andava avanti da almeno due anni e mezzo, da quando, cioè i militari si erano resi conto che la piazza dello spaccio si era spostata tra gli alberi e che i blitz si susseguivano. Stando all’accusa, spaccio di

droga in concorso, da quasi 36 mesi il militare percepiva tangenti da circa 8 mila euro ogni 30 giorni dai signori della droga della zona mettendo a repentaglio la vita dei colleghi impegnati nel contrasto allo spaccio degli stupefacenti. In cambio passava informazioni riservate: ai pusher diceva quando sparire perché i colleghi stavano per intervenire. A scoprire il giro è stata la polizia di Gallarate che intercettando alcuni spacciatori doc della zona, ha involontariamente ascoltato anche i dialoghi con il Pelato. L’avvocato Francesca Cramis – che difende il carabinieri – sostiene che si tratta di un equivoci: lui fingeva di parlare con i pesci piccoli, per risalire a quelli grossi. E catturarli.

m.lualdi

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