Busto, ecco come sarà la nuova Area delle Nord

Busto Arsizio «Tra utopia e realtà», il master plan dell’area delle Nord è pronto a partire. Cultura, sport, cinema, master universitari, laboratori, uffici pubblici: oltre agli spazi commerciali c’è molto di più. «E’ un polo per una nuova centralità urbana» lo svelano l’ingegner Gianni Leoncini e l’architetto Carlo Moretti. Facendo l’occhiolino all’antica Grecia con un maxi-porticato che è una riproposizione della Stoà di Attalo ad Atene («che presentava al piano superiore 21 botteghe e al piano terra le funzioni sociali e ricreative») e che si affaccia sulla nuova “agorà” attrezzata. E’ qui il fulcro del piano, dove si incroceranno le vari funzioni, il complesso direzionale (da ben 9200 mq), il complesso commerciale/ludico/ricreativo e quello alberghiero. In tutto si parla di circa 62mila metri quadrati di superficie lorda «in cui la destinazione commerciale – chiariscono i progettisti – incide per il 38% di cui solo il 27% nel fulcro centrale a nord della stazione Fnm e a ridosso del Teatro Sociale». Con la «scelta in controtendenza» di delocalizzare la media distribuzione alimentare a sud della stazione per integrare le altre funzioni, mentre il residenziale sarà collocato nel quadrante sud/ovest. Tra i punti qualificanti del progetto c’è la possibile integrazione con il teatro Sociale, del quale si auspica la ristrutturazione per collegare l’attuale foyer al grande porticato diagonale. La multifunzionalità è una caratteristica peculiare, anche perché «la natura stessa dell’investimento attraverso un fondo immobiliare gestito da una SGR – sottolineano i progettisti – rende possibile la collocazione degli spazi edificati sul mercato dell’affitto, con quote variabili dal 40 al 60%. E allora perché non destinare gli spazi direzionali a sedi di uffici pubblici, in primis lo sportello Regione, anche attraverso operazioni di

project financing o, è il nostro pallino, spazi per master post laurea in ingegneria meccanica o aeronautica viste le eccellenze che vanta il nostro territorio in tale ambito?». In questo senso per rispondere alla proposta, avanzata dagli Indipendenti di Centro, di puntare sulla ricerca sulle nanotecnologie, Leoncini e Moretti fanno notare che «il Nanolab, in Veneto, uno dei centri più avanzati al mondo nell’ambito delle nanotecnologie, occupa non più di 2700 mq. tra laboratori, spazi tecnici, uffici. Nella proposta presentata ne abbiamo ben 9200 da utilizzare». Anche le destinazioni commerciali, con il richiamo forte al Distretto Urbano del Commercio, prevedono «negozi di vicinato e spazi di piccola-media distribuzione, con negozi specialistici che possano integrare l’offerta merceologica del Centro cittadino, ad esempio una grande libreria specializzata in materie tecnologiche (ingegneristiche per la vicinanza delle sedi per master) e umanistiche (siamo la città del BAFF e godiamo della vicinanza del Teatro Sociale), ma anche la città dei bambini». Insomma, un polo culturale arricchito da chicche come il cinema multisala e la piscina per i sub (omaggi alla città del cinema e ai campioni bustocchi di apnea Pelizzari e Genoni), quest’ultima pensata come una «vera operazione di marketing per la città» e utilizzabile anche come piscina di riabilitazione motoria. Il tutto completato da una dotazione di alberghi, bar e ristoranti funzionale all’attrattività degli spazi di eccellenza. Un polo urbano che, ricordano i progettisti, «non può che sorgere nell’ambito della Stazione FNM affinché possa a pieno titolo essere percepito come Porta del Mondo (la Malpensa) integrato nel grande circuito della Metropolitana milanese». Una vera occasione per «un salto di qualità per il territorio» e per creare la sempre preconizzata «alternativa» al Milano-centrismo. Andrea Aliverti

 

f.artina

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google