Busto si mobilita per salvare la Pro Patria

Busto si mobilita per salvare la Pro Patria

Busto Arsizio Cresce l’attesa e la mobilitazione prende sempre più forma. C’è fibrillazione nell’ambiente del tifo biancoblù per la giornata di domani, quando in piazza San Giovanni i protagonisti saranno i tifosi, che manifesteranno apertamente per chiedere il salvataggio della Pro Patria. Più o meno contemporaneamente allo stadio Speroni vedrà la luce «Per vincere», l’associazione voluta dal sindaco Gigi Farioli e dall’assessore Alberto Armiraglio «con lo scopo di perseguire ogni utile forma di sostegno, anche finanziario, alla Pro Patria, non escluso l’acquisto di quote azionarie della società». Domani alle 16, appunto, sono in programma le firme degli atti costitutivi dell’associazione con l’individuazione del presidente, del consiglio di amministrazione e dei soci fondatori.Intanto a favore dell’azionariato popolare come ancora di salvataggio per salvare la Pro Patria, scende in campo anche il consiglio comunale. E’ Enrico Salomi, consigliere dei Cristiano Democratici per il Pdl, sportivo e tifoso biancoblù, a promuovere una mozione a sostegno degli sforzi messi in

campo dall’amministrazione per il salvataggio del club-simbolo. Se ne discuterà già il prossimo 26 novembre in commissione bilancio e presumibilmente nel consiglio comunale convocato per il 30 novembre. L’auspicio di Salomi è che la politica cittadina si muova in modo bipartisan e possibilmente unanime. «Anche la politica, non necessariamente partitica, e soprattutto il consiglio comunale che per definizione è il luogo della politica cittadina – fa notare l’esponente del Pdl – devono esporsi per supportare il sindaco, l’assessore Armiraglio e gli sforzi che stanno facendo per un’iniziativa come l’azionariato che non è esaustiva ma fondamentale per il coinvolgimento popolare a garanzia della continuità della società». Approva subito Nicola Ruggiero, in spirito bipartisan tigrotto: «Sulla Pro Patria non possono esserci divisioni tra maggioranza e opposizione. E’ un simbolo della città, non può essere cancellata perché rappresenta la storia, le persone, i ricordi. E soprattutto perché unisce tutta la città superando le differenze sociali, è sempre stato così».

f.artina

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