Il Risorgimento? A Busto ha il fascino di un romanzo

BUSTO ARSIZIO C’è anche un po’ della vecchia Sacconago in “Troppo Umana Speranza” il  libro d’esordio del bustese Alessandro Mari, edito da Feltrinelli e uscito ieri in tutte le librerie d’Italia.  Il romanzo è l’ultima sfida della celebre casa editrice milanese che ha creduto nel trentunenne di Busto Arsizio sulla scia di  successi di altri giovani scrittori emergenti. Nell’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Mari ha ambientato il suo romanzo nella prima metà del diciannovesimo secolo sullo sfondo di un’Italia che non è ancora una nazione, ma che si appresta a diventarlo. In questo contesto quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore. Il principe di questa storia è l'”idiota” Colombino, di Sacconago, «un orfano spronato dalla semplicità che è dei contadini e dei santi».  Di professione fa

il “menamerda” raccoglitore e rivenditore di letame di cascina in cascina attorno a Sacconago,  decide di andare a Roma per chiedere aiuto nientemeno che al Papa: e finisce con il diventare attendente di Garibaldi. Il sinaghino incontrerà l’Eroe dei due Mondi a Genova. «Mi serviva un personaggio umile e ho dato vita a Colombino – racconta  Alessandro Mari, il suo creatore –  è una storia di pura fantasia ma il personaggio è ispirato ai racconti e alle storie che mi sono state tramandate da mio nonno e dagli anziani che hanno vissuto le campagne di Sacconago, in altri Il romanzo ha già avuto molte critiche positive, tra cui quella del giornalista Gad Lerner che nel suo blog ha commentato: «Accidenti come scrive bene il trentunenne bustocco Alessandro Mari».l’articolo completo sull’edizione di oggi

m.lualdi

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