VARESE Otto anni per un processo il cui significato sfugge ai più: per le imputazioni, tutto sommato lievi, e soprattutto perché il diretto interessato è da anni irreperibile. Non si trova e il processo non può proseguire. Così anche ieri, all’ennesima udienza.
Si tratta di un trentenne sudanese, venditore ambulante, che nel 2003 si era accasato in un albergo della città, l’hotel Bologna, e che un bel mattino aveva deciso di girare nudo nei corridoi tra le camere, ai piani superiori: così almeno lo videro due cameriere, che non persero tempo a denunciare l’accaduto. Per questa ragione è ora sotto processo per atti osceni.
La sera stessa l’uomo però si è ripetuto; non spogliandosi, ma cercando di tenere testa ai poliziotti che alla Schiranna gli avevano chiesto i documenti: è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Ieri mattina in tribunale in piazza Cacciatori delle Alpi l’ennesima udienza, passata da giudice in giudice, ora approdata di fronte al giudice Anna Azzena (pm Antonella Rombolà): ma il processo non si è potuto ancora celebrare proprio a causa dell’assenza dell’imputato. Peraltro in passato era pure stata chiesta la perizia psichiatrica: come dire che il processo, vista l’irreperibilità del soggetto, sarà impossibile da celebrare. È stato rinviato al 6 giugno.
e.marletta
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