I tifosi di Busto ai magistrati  «Salvate la Pro Patria»

BUSTO ARSIZIO Dopo l’appello i tifosi si rivolgono a gran voce alla magistratura perché intervenga, perché la Pro Patria non si possa salvare. Ieri sera si sono anche trovati nella sede del Pro Patria club, tutti uniti. C’è rabbia, ma anche grande dignità e determinazione a stare al fianco della squadra.E interviene anche Vittorio Celiento, decano dei penalisti bustesi. Se le sorti non si risolleveranno rapidamente, è racchiuso in una parola: fallimento. «E’ ciò che accade – spiega Vittorio Celiento – A qualunque società non saldi i propri debiti. Il primo passo è il fallimento: basta che uno o più creditori si presenti al tribunale civile cittadino e presenti la loro istanza. Tra questi anche gli enti pubblici che hanno fornito servizi come luce e gas senza vedersi saldare le bollette.  Se un’azienda non paga i dipendenti questi legittimamente possono presentare istanza. Anzi, proprio in quanto dipendenti, sono considerati dalla legge creditori privilegiati, alla stregua dello Stato e degli istituti bancari. Saranno quindi tra i primi ad essere saldati». Giuseppe Zoppo, ex patron della Pro, affronta un processo

per bancarotta fraudolenta, distrazione di fondi e truffa. «E’ quello che accade se dopo l’apertura della procedura fallimentare il curatore incaricato dal tribunale scopre presunte “porcate” tra le pieghe dei bilanci – dice l’avvocato – Ho letto che l’allenatore, in una tirata che considero giusta, ha dichiarato di essere pronto a presentare un esposto alla procura. In questo caso gli accertamenti saranno eseguiti anche prima di un’eventuale procedura fallimentare». In questi casi i reati possono comportare anche l’arresto. Restando al fallimento Celiento spiega come tra i creditori (semplici, non privilegiati) possano annoverarsi i tifosi: «Chi ha acquistato un abbonamento, ha diritto a seguire tutte le partite per le quali ha pagato: anche l’abbonamento è un contratto. Se tutti gli abbonati facessero questo sarebbe una bella azione dimostrativa». Celiento è bustocco d’adozione, ma commosso, turbato da quanto sta accadendo alla Pro. E intanto oggi lanciamo un ultimo appello ai politici, a tutti coloro che sono tifosi o se ne sono in qualche modo interessati: possibile che non si ribellino alle umiliazioni, nei confronti della Pro e della città?

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m.lualdi

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