«Il colera minaccia i bimbi Busto, aiuta Haiti»

«Il colera minaccia i bimbi Busto, aiuta Haiti»

BUSTO ARSIZIO Anche il colera ad Haiti, dopo il terremoto, e nell’eterna miseria. Suor Marcella Catozza, la missionaria bustocca, è a Waf, con il cuore in gola. Lì manca l’acqua potabile, se qualcuno si infetta è un disastro. Sono già stati accertati 150 morti a San Marc, che dista solo un centinaio di chilometri dal villaggio. I ragazzi che aiutano suor Marcella stanno monitorando la situazione e girando tra la gente. Se c’è qualcuno con un minimo sintomo, bisogna intervenire «almeno per indirizzarli in un ospedale». E in questo senso da domani si comincerà a vedere come il nuovo ambulatorio potrebbe offrire aiuto in questa emergenza. E’ ancora vuoto, vero, ma

potrebbe già entrare in azione «magari mettendo brandine da campo e flebo a tutti quelli che hanno sintomo di questo tipo e segnalando la possibilità di questo luogo a Medici senza Frontiere». Molti bimbi rischiano di morire. Che cosa possono fare Busto e il Varesotto? Non smettere di interessarsi ad Haiti, sul sito www.associazionekayla.org  tutte le modalità per far giungere un contributo. Ma la bustocca, spinta dalla sua fede, rivolge anche un appello particolare: «Affidiamo questo Paese alla Madonna perché lo protegga». Invita a pregare, e i suoi concittadini in particolare: perché la Madonna dell’Aiuto alzò la mano, secondo la leggenda, e fermò la peste in città. il servizio sull’edizione di oggi

m.lualdi

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