Roma, 12 feb. (TMNews) – “Sembra che il finale del Caimano
sia esattamente il Berlusconi di questi giorni” ma l’Italia non
è “un Paese di insurrezioni”. Lo dice il regista Nanni
Moretti in un’intervista a Eugenio Scalfari oggi su Repubblica,
precisando: “Siamo in Europa, la gente pensa piuttosto come
sbarcare il lunario e non ai vizi di Berlusconi o a quelli dei
magistrati che secondo lui lo perseguitano. Ma quanto doveva
accadere ormai è accaduto. La bomba è scoppiata e non restano
che rovine fumanti”.
“Questa storia – prosegue – comincia nel 1994, quando prese
il potere per la prima volta. Non era mai accaduto che un
‘tycoon’ della televisione diventasse capo del governo mettendo
insieme le sue televisioni private e quella pubblica. Un
gigantesco conflitto di interessi che la sinistra avrebbe dovuto
sollevare subito, prima, durante e dopo le elezioni che comunque
furono perse”. Il conflitto di interessi, aggiunge, “avrebbe
dovuto essere il tema numero uno. Le televisioni sono lo
strumento principale di Berlusconi che le usa con una
spregiudicatezza raccapricciante. In più ha anche in mano il
cinema attraverso la Medusa, il suo dominio sulle comunicazioni
è pressochè totale. L’opinione pubblica italiana si forma per
l’80 per cento sulle televisioni, così è nato il berlusconismo
e così rischia di perpetuarsi”.
Rea
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