Roma, 11 apr. (Apcom) – Per affrontare la ricostruzione in Abruzzo si può pensare ad una ‘una tantum’, il Paese è gravato da un’altissimo debito e usare questo mezzo permetterebbe di aiutare le popolazioni colpite senza peggiorare la situazione della finanza pubblica. Lo dice Giuliano Amato in una intervista al Corriere della Sera, spiegando di essere convinto che i cittadini accetterebbero una ‘una tantum’ perché il terremoto
ha fatto riscoprire “il sentimento della solidarietà”. Dice Amato: “Se oggi venisse aumentata l’una o l’altra imposta per destinarne gli introiti alla ricostruzione, sono sicuro che ci sarebbe una trasparenza nell’utilizzo che mai c’è stata in passato”. Per l’ex premier “è possibile che tu accetti quell’aumento magari limitato e temporneo della stessa pressione fiscale per aiutare le vittime del terremoto, senza che lo Stato debba aumentare il suo debito”.
Amato parla anche del comportamento del presidente del Consiglio,
che si è recato a L’Aquila quotidianamante dal giorno del sisma:
“Ha fatto bene. Certo, avrà un vantaggio competuitivo (alle
elezioni del prossimo giugno, ndr). La par condicio ne soffre. Ma
lui è il presidente del Consiglio e ci va in tale qualità. Un
politico dell’opposizione non è titolare di funzioni, esprime
molto meno e più facilmente rischia di apparire quello che fa
passerella”. Detto questo, sottolinea, anche coloro che ricoprono
cariche istituzionali devono capire che “non sono rappresentative
solo della maggioranza”.
Adm
MAZ
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