Libia/ Voci su esilio Gheddafi; ribelli indietreggiano

Libia/ Voci su esilio Gheddafi; ribelli indietreggiano

Roma, 29 mar. (TMNews) – Nel giorno del summit di Londra sulla possibile ‘soluzione politica’ alla crisi libica, si moltiplicano le voci su una possibile trattativa che aprirebbe la strada all’esilio del leader libico Gheddafi. Secondo la stampa araba, però, il rais avrebbe posto una condizione: che a succedergli sia il figlio Saif al islam. Sul terreno, frattanto, i ribelli sono costretti a indietreggiare e l’avanzata è bloccata a un centinaio di chilometri da Sirte.

Il ministro degli Esteri libico Musa Kusa – secondo fonti stampa – si trova in Tunisia, dove starebbe trattando con delegati italiani una “agevole via di uscita” per il leader Muammar Gheddafi. Anche l’emittente araba al Jazeera ha riferito della visita del ministro libico in Tunisia, affermando che Kusa potrebbe raggiungere l’Italia. Un quotidiano panarabo, d’altro canto, entra nei dettagli. Il leader libico – stando a quanto riferito da una fonte “ben informata” libica ad Asharq Al Awsat – è pronto a lasciare la guida del Paese a condizione che sia il figlio Saif al Islam a prendere il suo posto. Saif avrebbe già avuto una serie di incontri con funzionari britannici, francesi, americani e italiani per discutere l’ipotesi di sostituire il padre per un periodo di transizione di due e tre anni, garantendo in cambio il cessate il fuoco e l’avvio di negoziati con i ribelli.

Ieri, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini aveva dichiarato che “vi sono paesi africani che potrebbero offrire ospitalità” al colonnello, anche se “non ci sono ancora proposte formali” e oggi il capo della diplomazia spagnola Jimenez e quello britannico Hague non escludono l’ipotesi che – dice la Jimenez – sarebbe ancora “giuridicamente” possibile (il Tribunale Penale Internazionale non ha ancora formalizzato alcuna accusa contro il Rais).

Oltre alla voci relative alla misteriosa missione di Musa Kusa un’indiretta conferma della pista dell’esilio viene dalle stesse dichiarazioni rilasciate da Gheddafi questa mattina.”Lasciate che sia l’Unione africana a gestire la crisi, la Libia accetterà tutto quello che l’Ua deciderà” ha dichiarato oggi Gheddafi, nel messaggio pubblicato dall’agenzia ufficiale Jana. L’Ua ha proposto una cessazione immediata dei combattimenti e l’apertura di un dialogo tra libici, preliminare a una “transizione” democratica ma nella sua mediazione sarebbe presente – seppur non esplicitata – anche la carta dell’esilio.

Nel suo discorso, Gheddafi si è anche rivolto al “gruppo di contatto” invitando la coalizione a interrompere l’offensiva contro la Libia. Un’azione degna di Hitler, ha aggiunto.

Sul terreno, i lealisti non sono ancora allo sbando e l’avanzata dei ribelli al momento è stata fermata. Anzi gli insorti sono stati costretti a indietreggiare dalle forze libiche e ora sono a un centinaio di chilometri da Sirte. Ieri sera le posizioni ribelli si trovavano a sessanta chilometri
dalla città, ma dopo un’intenso fuoco di artiglieria e di colpi
di mortaio i miliziani si sono ritirati di una quarantina di
chilometri fino alla località di Nofilia.

vgp

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