VARESE Anche il taccheggio diventa chic, o almeno ci prova, grazie a un’arma del delitto griffata: una shopping bag firmata Roberto Cavalli. Ma il trucco non funziona e alla fine il ladro viene comunque scoperto.
L’episodio è capitato qualche giorno fa al centro commerciale Oviesse di piazza Monte Grappa. Un ragazzo ben vestito, con abiti firmati, capello corto ordinato e pulito nell’aspetto, è sceso al piano seminterrato, dove si trova la profumeria Limoni, ciondolando la sua borsa leopardata con il marchio di Roberto Cavalli bene in vista. Nessuno inizialmente ci ha fatto caso, e probabilmente nessuno si sarebbe neppure insospettito se non fosse stato per una scelta di tempo inadeguata. Il ragazzo ha passato troppo tempo a girovagare tra gli scaffali e una commessa si è insospettita e ha avvertito la sicurezza. E ha fatto bene: il ragazzo aveva infilato nella borsa griffata Roberto Cavalli ben tredici confezioni di profumo per un valore superiore alle 850 euro, e contava di farla franca. Sì perché la shopping bag griffata era stata modificata apposta per permettere al ladro di superare l’antifurto. Anche se privata del suo contenuto infatti la borsa risultava comunque pesante, molto più di una semplice busta di cartone da negozio, e rimaneva eccezionalmente in forma. E non poteva essere altrimenti dato che il ladro si era preso la briga di smontare la borsa per foderarla con del cartone rigido e rivestirla su ogni lato, compreso il fondo, con decine di di fogli di alluminio.
«Da tempo ormai i ladri usano borse foderate di alluminio per eludere i sistemi di allarme antitaccheggio, ma è la prima volta che vedo un lavoro così accurato e soprattutto griffato – racconta Roberto Perchinenna, ex ispettore superiore di Polizia e ora responsabile del servizio di sicurezza privata dell’Oviesse di Varese.
Due mesi fa, sempre all’Oviesse, e sempre con i profumi come obiettivo, sono state pizzicate con borse schermate e relativa refurtiva, due donne cinesi denunciate ai carabinieri, «ma il loro abbigliamento non era ricercato, e anche le borse erano schermate sì, ma in maniera più artigianale e soprattutto non erano griffate – racconta Perchienna – In realtà l’abbigliamento non conta mai. Ho pizzicato persino una signora vestita con una costosa pelliccia mentre tentava di trafugare una matita per gli occhi che costava poco più di un euro».
Il fenomeno del taccheggio infatti è in costante aumento: da gennaio, in poco più di tre mesi, sono già 112 i taccheggiatori pizzicati all’Oviesse di cui sei sono stati denunciati per le aggravanti (insulti, minacce o attrezzatura professionale, come nel caso delle borse schermate). In pratica un taccheggiatore al giorno, il doppio rispetto al 2009 (179 ladri pizzicati, uno ogni due giorni), mentre l’anno scorso la media era di due taccheggi ogni tre giorni (263 in tutto di cui 10 denunciati). A rubare nei negozi sono di più le donne (73%) e siccome diminuisce la percentuale di minorenni (dal 36% al 31%) significa che il fenomeno è in crescita tra gli adulti.
Lidia Romeo
e.marletta
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