Roma, 14 apr. (Apcom) – Nove climatologi su 10 ritengono che gli sforzi politici per ridurre il surriscaldamento globale non riusciranno a raggiungere l’obiettivo di un aumento massimo delle temperature di due gradi centigradi entro la fine di questo secolo. Al massimo, sostengono, si potrà aspirare ai 4-5 gradi centigradi di aumento. Questi pochi gradi di differenza significheranno una riduzione drastica delle risorse idriche e alimentari, lo sterminio di migliaia di animali e piante oltre all’innalzamento del livello dei mari che significherà la distruzione di centinaia di città sulle coste.
Gli scienziati, scrive The Guardian che ha contattato i 261 esperti provenienti da 26 paesi che lo scorso mese hanno preso parte a un summit sull’argomento a Copenhagen, affermano che esiste un grande gap tra la retorica politica e le opinioni scientifiche sul clima che si traduce in una grave dinamica: focalizzare l’attenzione sull’irrealistico obiettivo dei 2C (i due gradi centigradi di aumento) compromette infatti gli sforzi che devono essere fatti per trovare soluzioni all’inevitabile innalzamento delle temperature che si verificherà nei prossimi decenni.
Dal sondaggio condotto da The Guardian sui climatologi emerge che per il 46% degli esperti entro la fine del secolo si raggiungerà un aumento di 3-4 gradi mentre per il 26% si arriverà a 2-3 gradi. Pochi hanno previsto un catastrofico innalzamento di 6 gradi, in 24 hanno predetto uno spaventoso 4-5C e solo in 18 si sono detti fiduciosi nel 2C politico.
Chb
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