Roma, 10 gen. (TMNews) – “Finché sono vivo e imputato mi candiderò a vita. Io non voleva candidarmi nel 1994 e sono stato costretto a candidarmi nel 1996 per evitare i bombardamenti a sorpresa. Se non fossi imputato non mi candiderei. Sono indagato per questioni politiche e mi reputo un perseguitato politico”. Marcello Dell’Utri, ospite della ‘Zanzara’ a ‘Radio 24’, si dice pronto a difendere a vita la propria innocenza facendo ricorso, se necessario, alla candidatura in Parlamento.
“Non c’è l’ipotesi – si dice certo Dell’Utri- che io finisca in galera e non ho timore di finire in galera: come fanno a darmi sette anni per nulla? Sulla sentenza d’appello sono ottimista. A Palermo c’era un plotone di esecuzione. I miei avvocati mi hanno detto che ci sono tanti motivi di assoluzione”.
Se invece prima o poi le porte del carcere per lui dovessero aprirsi, “penso che ci siano molte cose da leggere per cui -dice Dell’Utri- se dovessi andare in galera mi farò una grande cultura…”
Tor
© riproduzione riservata









