Il 12 maggio torna la giornata su sindrome da stanchezza cronica

Il 12 maggio torna la giornata su sindrome da stanchezza cronica

Roma, 22 apr. (TMNews) – È diffusa in tutto il mondo e in Italia
ne soffrono più di 300.000 persone. È la sindrome da stanchezza
cronica. Il 12 maggio si celebra la giornata mondiale, anche nel
nostro Paese, per portare solidarietà a chi ne è affetto. Una
malattia per la quale “non esiste ancora una cura”, come ha
sottolineato il professor Umberto Tirelli che, insieme a un
gruppo internazionale di studio, nel 1994 ne ha dato una nuova
definizione, pubblicata sugli “Annals of Internal Medicine”.

“La sindrome colpisce soprattutto i giovani e lascia spesso per
molti anni una situazione così grave dal punto di vista fisico
che impedisce a tutti coloro che ne sono affetti di continuare a
lavorare o a studiare”, ha detto Tirelli, direttore del
dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto nazionale tumori
di Aviano. Negli Stati Uniti sono stati condotti molti studi per
stabilire le cause della malattia ma, per ora, non vi è alcun
farmaco in grado di guarirla definitivamente.

Un caso di Sindrome da stanchezza cronica è definito dalla presenza di queste condizioni: fatica cronica persistente per almeno sei mesi non alleviata dal riposo, che aumenta con piccoli sforzi e provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali. E poi da alcuni sintomi specifici, tra cui disturbi della memoria e della concentrazione, dolori delle ghiandole cervicali e ascellari, dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse, cefalea di un tipo diverso da quella eventualmente presente in passato e sonno non ristoratore.

Stg

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