Roma, 11 gen. (TMNews) – Il Csm non ha competenze per svolgere accertamenti sul ‘caso Ruby’ nè ci sono gli estremi per intervenire a tutela del pm del Tribunale dei minori Anna Maria Fiorillo che all’organo di autogoverno si è rivolta dopo l’intervento del ministro Maroni in Parlamento. Per questo – è la proposta che la Prima Commissione ha avanzato all’unanimità al plenum – va archiviata la lettera-esposto che il magistrato ha inviato a Palazzo dei Marescialli a proposito della vicenda che ha coinvolto la giovane marocchina, portata in Questura a Milano con l’accusa di un furto ma poi rilasciata e affidata al consigliere regionale Nicole Minetti dopo una telefonata del presidente del Consiglio.
Secondo i consiglieri di Palazzo dei Marescialli, le verifiche sul ‘caso’ esulano dalle competenze dell’organo di autogoverno delle toghe, che non può neanche intervenire a tutela del pm Fiorillo perchè la ricostruzione della vicenda fatta da Maroni non ha provocato danni nè messo in pericolo la credibilità del magistrato. Il ministro – è la tesi sostenuta dalla Commissione – si è limitato infatti ad intervenire a difesa dei suoi uomini.
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