VARESE Estorsione in pieno centro a Varese, ai danni di un imprenditore, titolare di un’agenzia di prestazione di servizi: è successo due giorni fa, e l’estorsore, un giovanissimo, appena ventenne, residente a Saronno, ma di origine calabrese, è stato arrestato in flagranza di reato, cioè appena incassato il pizzo richiesto di 500 euro. Si trova ora nel carcere dei Miogni su ordine del pm Luca Petrucci, in attesa della convalida dell’arresto. Non era forse la prima volta: sembra infatti che già a fine marzo abbia riscosso identica somma dallo stesso imprenditore e per questa ragione i carabinieri hanno avuto gioco facile nel tendergli una trappola. Sono intervenuti i militari della compagnia di Luino. La scusa per la richiesta del pizzo era duplice: l’offerta di protezione da parte del giovane, e un contributo da inviare alle famiglie di calabresi detenuti in carcere. La frase era stata buttata lì, senza spiegare o parlare di qualcuno in particolare, ma millantando amicizie criminali importanti per conto delle quali lui agiva. Circostanza, oggi esclusa dagli inquirenti, ma che al momento della richiesta induceva l’intimorito imprenditore a pagare. Una cosa insomma in
perfetto stile mafioso, anche se qui di dovrebbe parlare di ‘ndrangheta, e forse non è detto che nemmeno c’entri. Il nome del ventenne non è stato fornito, perché sono in corso indagini, che potrebbero portare ad ulteriori sviluppi nei prossimi giorni. Nel corso della prima richiesta estorsiva infatti pare che ad accompagnarlo vi fosse un altro uomo, pieno di tatuaggi e cicatrici, con marcato accento meridionale. Il giovane lo chiamava zio (parola che in gergo criminale indica un rapporto di superiorità gerarchica): su quell’episodio è aperta un’altra indagine, coordinata dal pm Tiziano Masini. È probabile a questo punto che i due fascicoli vengano riunificati. Dalla perquisizione fatta dai carabinieri emergeva che l’arrestato portava una pistola a salve, priva di tappo rosso perfettamente identica a quella in uso alle forza di polizia con inserito un caricatore con otto colpi a salve. I carabinieri, successivamente, hanno fatto irruzione presso l’appartamento occupato dal giovane, a Saronno, dove hanno trovato un coltello a serramanico, una pistola a salve priva di tappo rosso modello revolver, 24 proiettili a salve, 3 bossoli di proiettili veri (uno calibro 7,65 e due cal. 9).
s.bartolini
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