Roma, 16 mag. (TMNews) – L’alibi fornito del direttore generale del Fondo Monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn per contrastare l’accusa di violenza sessuale su una cameriera per cui è stato arrestato ieri a New York potrebbe non essere solido: è quanto hanno riferito fonti del gruppo francese Accor, a cui appartiene l’albergo Sofitel dove si sarebbero svolti i fatti. Secondo queste fonti, la cameriera sarebbe entrata nella camera di Dsk – secondo la sua versione dei fatti – a mezzogiorno, mentre il politico francese “ha effettuato il suo check out fra le 12.28 e le 12.38”.
I legali di Dsk avevano opposto come alibi, secondo un’esclusiva di Radio Montecarlo, il fatto che il direttore del Fmi avrebbe lasciato la sua stanza un’ora prima dei fatti contestati.
Ma altri dettagli rischiano di compromettere la posizione processuale di Strauss-Kahn: secondo i rapporti sul caso inviati dai diplomatici francesi al ministero degli Esteri di Parigi, riportati da Atlantico.fr , “dei graffi sono stati constatati sul torace dell’autore presunto dei fatti. Quest’ultimo ha dato il suo consenso a effettuare nuovi esami”. La polizia avrebbe utilizzato dei “rape kit” i “kit di
stupro”, appositamente studiati in questi casi per effettuare prelievi sui corpi di vittima e accusato. I funzionari della polizia di New York hanno riferito ai diplomatici francesi che “tracce di Dna (verosimilmente di sperma) sono state trovate e che erano in corso di analisi e comparazione. I risultati sono attesi non prima di cinque giorni”, riferiscono i cablogrammi citati da Atlantico.
La vittima sarebbe fra l’altro, secondo i funzionari della Nypd, “molto affidabile”: madre di una figlia di 15 anni, lavorava nell’hotel da tre anni e non avrebbe mai attirato l’attenzione in modo negativo. (con fonte Afp)
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