Il Varese difende il suo miracoloLa Valenzana cade a Masnago

MOREAU 6 Para tutto, tranne il tiro della domenica.

PISANI 6,5 Nel primo tempo sale in cattedra sulla fascia come nei giorni migliori. Esce in barella (caviglia) accompagnato da un’ovazione.

CAMISA 7 Non abbiamo più le parole per giustificare il 7 permanente vicino al suo nome.

DOS SANTOS 7 Qui invece le parole riusciamo a trovarle sempre, perché nessun altro ha sofferto come lui per arrivare a giocare partite che rasentano la perfezione.

MILANESE 8 Un demonio. Cuce e ricuce, chiude e riapre fondendo l’eleganza di una gazzella e la furia di un drago. Ogni pallone che tocca, sono applausi a scena aperta. Come Salvadè nella promozione in C1 del ’90.

GROSSI 7 I suoi numeri ci paiono quasi normali, ma è solo perché arriva da un 10 in pagella indimenticabile.

SILVA 6 Con la palla tra i piedi a volte fa paura perché gli mancano un po’ di tempismo e lucidità, ma 9 su 10 rimedia nella stessa azione ai suoi errori attraverso prodigiosi recuperi.

DANUCCI 8 Signora partita, signore del centrocampo. E’ un "10" nato e finito, dà profondità e rotondità alla manovra. Gioca con la palla come un gatto con il gomitolo. Dai suoi piedi parte un vento leggero, incantevole e melodioso.

LEPORE 6 Può darsi che nei 18 risultati utili consecutivi che hanno portato il Varese dall’ultimo al primo posto abbia dato troppo, ma non tutto: il suo cuore biancorosso è infinito.

CROCETTI 7 E’ il falco che piomba sulla preda. Del Sante è quello che spiana gli avversari radendoli al suolo, lui invece li infilza con un colpo secco alla nuca.

DEL SANTE 6,5 Non c’è bisogno del gol per giocare bene, e questa per lui è un’enorme conquista.

Sull’edizione di lunedì 20 aprile due pagine speciali su Varese-Valenzana

f.artina

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