Pro Patria, è retrocessione: contro l’Arzignano finisce il sogno professionistico

Sconfitta fatale allo “Speroni” contro l’Arzignano Valchiampo: i tigrotti salutano la Serie C con una giornata d’anticipo

BUSTO ARSIZIO – La Pro Patria saluta il professionismo. La sconfitta per 3-2 contro l’Arzignano Valchiampo allo “Speroni”, nella penultima giornata di campionato, condanna matematicamente i tigrotti alla retrocessione in Serie D.

Una stagione mai davvero nata

Il verdetto arriva al termine di un’annata in cui nulla è andato per il verso giusto. Dopo la retrocessione della scorsa stagione, evitata solo grazie alla riammissione, la squadra di Francesco Bolzoni non è riuscita a invertire la rotta, finendo per peggiorare ulteriormente il proprio rendimento.

La sensazione è che gli errori del passato non siano stati corretti. E il risultato è una retrocessione diretta, senza neppure passare dai playout.

Difesa, il tallone d’Achille

Anche la partita contro l’Arzignano ha raccontato gli stessi problemi visti per tutto l’anno. La fase difensiva si è confermata il punto più fragile, con 68 gol subiti in stagione a certificare una vulnerabilità costante.

I tre gol incassati allo “Speroni” sono arrivati tutti su errori evidenti. Nanni ha sbloccato il match con troppa facilità, girandosi indisturbato in area. Il copione si è ripetuto nelle reti successive, con gli attaccanti veneti liberi di ribadire in rete dopo respinte e rimpalli, senza opposizione efficace.

Inutile reazione

La Pro Patria ha provato a restare in partita con le reti di Renelus e Orfei, ma senza mai dare la sensazione di poter realmente cambiare l’inerzia della gara.

Anche un eventuale successo non sarebbe bastato. Il pareggio della Pergolettese a Vicenza ha infatti reso inutile ogni tentativo, sancendo comunque la retrocessione dei bustocchi.

Il racconto della gara

Dopo un primo tempo povero di occasioni, sbloccato da Nanni alla mezz’ora, la Pro Patria non è riuscita a reagire con continuità. Nella ripresa il pareggio di Renelus aveva riacceso una speranza, subito spenta dal nuovo vantaggio ospite firmato ancora da Nanni.

Nel finale, il gol di Lanzi ha chiuso virtualmente i conti, prima della rete di Orfei che ha solo reso meno pesante il passivo.

Un futuro da ricostruire

Il triplice fischio ha certificato una retrocessione che era nell’aria da settimane. Ora per la Pro Patria si apre una fase complessa, in cui sarà necessario ripartire dalle fondamenta.

Dalla società al campo, passando per le scelte tecniche e organizzative: servirà una riflessione profonda per provare a tornare, nel più breve tempo possibile, tra i professionisti.