CANNES Il mestiere di regista è quello che «più si avvicina a Dio»: lo ha dichiarato oggi a Cannes il cineasta spagnolo Pedro Almodovar alla conferenza stampa seguita alla proiezione del suo ultimo film «La piel que habito».«Il regista è il mestiere che più si avvicina a quello di Dio: possiamo dare corpo alla sua immaginazione e ai suoi fantasmi, è un potere enorme ed è ciò che mi piace, il ruolo di creatore», ha detto l’autore di «Volver» (2006). «In più gli attori sono lì, al nostro servizio, per fare vivere questi fantasmi», ha aggiunto.Il
suo 18° lavoro, «La piel que habito» («La pelle che abito», nelle sale italiane dal 23 settembre), è presentato in concorso ufficiale per la Palma d’Oro e racconta la terribile vendetta di un chirurgo estetico (Antonio Banderas) che punisce un giovane uomo, che gli ha violentato la figlia, trasformandolo in donna (Elena Ayana).Il film è stato applaudito alla proiezione per la stampa, nonostante le ambientazioni quasi horror e i toni più cupi del solito. Inizialmente, ha confidato Almodovar, aveva pensato di girare la pellicola in bianco e nero e senza sonoro, ma poi ha abbandonato l’idea.
a.cavalcanti
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