BUSTO ARSIZIO Cresce la passione per la boxe e gli altleti con il guantone di Busto, patria del pluricampione Bruno Bisterzo, cercano una “casa” dove allenarsi. L’appello è stato lanciato sabato sera in occasione dell’intitolazione della palestra di via Ferrini al campione cittadino, morto a soli 41 anni in un tragico incidente. Si tratta di un riconoscimento che i familiari del boxeur attendevano da tempo e che cade in un importante anniversario: il 31 maggio di 60 anni fa Bruno Bisterzo conquistò, a Monaco di Baviera, il titolo europeo dei pesi leggeri battendo in 15 riprese l’austriaco Karl Blaho. Motivo in più per ricordare il concittadino che negli anni ’40 portò in alto il nome di Busto. La cerimonia ha preceduto il trofeo “Memorial Bisterzo” organizzato dalla Master Box di Cassano Magnago: sul ring, per la prima volta posizionato al centro del “Palabisterzo”, è salito, accompagnato da un boato di grida e applausi, il campione del mondo di pesi piuma dall ’89 al ’95, Maurizio Stecca: «E’ bello essere qui a ricordare un grande campione, tanto più in un anno positivo per la disciplina: in Italia abbiamo registrato un incremento del 40% di iscritti alle società, mentre sono sempre di più le donne e i bambini che si avvicinano a questo sport, nobile e formativo». A confermare questa tendenza sono gli atleti della Master Box di Cassano Magnago con quasi
200 iscritti: «Molti arrivano da Busto dove non c’è una palestra per la boxe, un sogno per molti sportivi», spiega Francesco Di Cosimo mentre indica la grande gru visibile dalle vetrate del “Palabisterzo”, in procinto di essere ampliato con due nuove palestre: «Perché non sfruttare uno di questi spazi? – domanda lo sportivo – sarebbe bello potersi allenare nel palazzetto che porta il nome di un grande campione della boxe: ricordo che la Pro Patria Boxe è stata una squadra molto forte e invidiata». I lavori per l’ampliamento del Palabisterzio sono iniziati un anno fa per rispondere ad un’esigenza del liceo scientifico Arturo Tosi, i cui stidenti erano obbligati a svolgere le lezioni di educazione fisica in spazi poco adeguati, e delle sempre più numerose società sportive presenti in città. I boxeur si mettono, quindi, in coda: «Questo sarebbe il luogo ideale – esclama Simona Arbea – il pugilato è una disciplina da riscoprire. Anche le mamme iniziano a iscrivere i loro figli e perfino i servizi sociali di Cassano ci mandano i minori disagiati riconoscendo il valore educativo dello sport». Il nipote del campione europeo, ha ricordato che anche nel Vangelo di parla di boxe: è stato lui, sacerdote a Garbagnate, a benedire la targa del nonno pugile. Insieme al prete, il sindaco Gigi Farioli, l’assessore allo sport rieletto Ivo Azzimonti, e il figlio di Bruno Bisterzio, Gianni.Valeria Arini
s.bartolini
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