Roma, 22 feb. (TMNews) – Un monito severo arriva dal Quirinale al governo ed è fra i motivi della convocazione al Colle per Silvio Berlusconi, inaspettata fino a poche ore prima. Il richiamo che Napolitano lancia è sul ‘Milleproroghe’ e più in generale sul modo del governo di usare fiducie, decreti e maxi-emendamenti. Troppe norme “eterogenee” e “non coerenti” con la Costituzione aggiunte al testo
originario; il monito è accompagnato da una sorta di ‘ultimatum’ all’esecutivo: “D’ora in avanti, di fronte a casi analoghi – dice il presidente – non potrò rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio”. Il Cavaliere, spiega una nota del Quirinale, accoglie i rilievi del Colle. Ma è chiaro che, al di là della dovuta cortesia istituzionale, i rapporti, come è ormai da tempo, restano freddi.
Berlusconi mantiene il profilo dialogante, in fondo, come esplicita poche ore dopo Umberto Bossi: “Per questa volta ci salviamo ancora…”.
Nell’agenda dell’incontro del pomeriggio al Quirinale – poco più di mezz’ora – è entrata però anche la politica estera con la grave situazione in Libia. Berlusconi aggiorna il presidente e gli illustra le iniziative del governo per l’accoglienza dei rifugiati e il rimpatrio degli italiani. Misure che sono al centro del vertice di questa sera. La posizione del capo dello Stato sul tema è chiara: deve cessare la “cieca repressione” e le “legittime richieste” del popolo meritano risposte.
Vep/Bac
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