Ecomafia/ Business senza crisi, traffico rifiuti lungo come l’A1

Ecomafia/ Business senza crisi, traffico rifiuti lungo come l’A1

Roma, 7 giu. (TMNews) – Più di 1.100 chilometri, più o meno la distanza tra Reggio Calabria e Milano. È la lunga strada che potrebbe coprire un’immaginaria colonna con 82.181 tir carichi di rifiuti, tanti quanti ne servirebbero a trasportare le 2 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati dalle forze dell’ordine nel 2010 solo in 12 delle 29 inchieste per traffico illecito di rifiuti. Una quantità impressionante, eppure ancora sottostimata, perché i quantitativi sequestrati sono disponibili per meno della metà delle inchieste, ma anche perché viene normalmente individuata solo una parte delle merci trafficate illegalmente. È la situazione allarmante descritta da Legambiente nel rapporto ‘Ecomafie 2011’, presentato oggi a Roma nella sede del Cnel.

Secondo il dossier il business dell’ecomafia non conosce crisi: sono 290 i clan impegnati in questi affari, 20 in più rispetto al 2009; 19,3 miliardi di euro del giro d’affari stimato per il solo 2010. Nel complesso, la Campania continua a occupare il primo posto nella classifica dell’illegalità ambientale, con 3.849 illeciti (il 12,5% del totale nazionale), 4.053 persone denunciate, 60 arresti e 1.216 sequestri, seguita dalle altre regioni a tradizionale presenza mafiosa: Calabria, Sicilia e Puglia, dove si consuma circa il 45% dei reati ambientali denunciati dalle forze dell’ordine nel 2010. Un dato significativo ma in costante flessione rispetto agli anni precedenti, in virtù della crescita, parallela, dei reati in altre aree geografiche. Come quella nord Occidentale, che si attesta al 12% a causa del forte incremento degli illeciti accertati in Lombardia.

Sav

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