Roma, 7 giu. (TMNews) – Con una decisione unanime la Corte costituzionale ha deciso di considerare ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare riformulato dalla Cassazione dopo le modifiche contenute nel Dl omnibus. Lo si è appreso da fonti vicine alla Consulta.
La camera di consiglio è durata circa tre ore, la prima delle quali dedicata all’audizione delle parti costituite nel giudizio di ammissibilità sul nuovo quesito. I referendari hanno sostenuto che la Consulta spettasse solo decidere se il quesito ‘firmato’ dalla Cassazione rispondesse ai requisiti di costituzionalità. Quindi in teoria avrebbe potuto dichiarare inammissibile il quesito (un caso senza precedenti, che probabilmente avrebbe costretto la Cassazione a modificarlo) ma non annullare la consultazione referendaria. L’Avvocatura dello Stato, su incarico del Governo, ha viceversa sostenuto, secondo quanto hanno riferito i legali dei referendari, che ‘l’ambiguità’ del quesito avrebbe dovuto condurre a uno stop al voto popolare.
Già ieri, il neoeletto presidente della Consulta, Alfonso Quaranta, aveva precisato ‘a titolo personale’ di non ritenere che fra i poteri della Corte costituzionale vi fosse lo stop al voto referendario sul nucleare, una volta che la Cassazione aveva valutato che le nuove norme approvate dal Parlamento non soddisfacessero lo spirito che aveva mosso i promotori del referendum.
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