Roma, 8 giu. (TMNews) – Grave protesta questa notte all’interno del Cie di Santa Maria Capua Vetere, uno degli ultimi tre centri di identificazione ed espulsione creati dall’attuale Governo, dove è scoccata una scintilla che ha scatenato disordini tra i migranti detenuti e le forze di polizia predisposte alla sorveglianza del centro. Secondo quanto riferisce l’Arci, il numero verde per richiedenti e titolari di protezione internazionale dell’associazione ha ricevuto le chiamate di otto ragazzi di nazionalità tunisina che hanno raccontato agli operatori dell’associazione la dinamica degli scontri.
Alla protesta di un ragazzo a cui è stata negata la possibilità di uscire dal centro per tornare in Tunisia dopo aver appreso della morte del fratello, spiega l’Arci, si è scatenata la risposta violenta della polizia con lanci di lacrimogeni contro le tende che ospitavano i migranti detenuti, dando così origine a un incendio. Dalle testimonianze raccolte ci sono una decina di feriti dei quali non si conoscono le condizioni. La violenza, infatti, ha generato reazioni di autolesionismo e da stamattina “continuiamo a registrare testimonianze di ragazzi che stanno ingerendo del vetro e bevendo shampoo”, riferisce l’Arci.
Apa
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